Inter, identità riconoscibile ma due problemi: Eder e…

Roberto Mancini ha ritrovato la strada giusta e la sua squadra adesso ha un’identità. A sostenerlo è La Gazzetta dello Sport: “Qualcosa è cambiato, l’Inter oggi per lunghi tratti di partita sembra una squadra, con un’identità di gioco riconoscibile. Ci sono voluti mesi, ma alla fine Roberto Mancini ha trovato una strada”.

Nonostante il tecnico jesino ce l’abbia fatta ad imporre la sua mentalità dalle colonne del quotidiano rosa traspare una certa preoccupazione per le uniche due note dolenti della partita di ieri sera con il Bologna terminata 2-1: “L’Inter vive di contraddizioni e col Bologna ha ripercorso in 90 minuti il cammino della sua stagione. Dell’Inter non è piaciuta la gestione del vantaggio. Sopra di due, Mancini ha ceduto alla tentazione del difensore in più. Dentro Murillo per Eder, difesa a 5 e patatrac, golletto di Brienza ed enorme sofferenza nei minuti finali. Una grande squadra non preserva così un 2-0”.

C’è ancora tanto da lavorare per diventare una grande squadra e adesso Eder pare destinato a diventare un mistero: “L’altro e più grosso problema risponde alle generalità di Eder. Da quando è a Milano, il brasiliano – gran lavoratore, per carità – vive in perenne stato di siccità. Gol zero, e l’astinenza fa impressione, parliamo di un attaccante che alla Samp, fino a gennaio, di reti ne aveva realizzate 12. Non sappiamo dirvi se sia più colpa sua o della squadra, a naso un po’ l’uno e un po’ l’altro, ma l’infortunio di Icardi rende obbligatorio il ritrovamento dell’Eder cannoniere, l’Inter non può vivere di solo Perisic. Pure Conte, in tribuna, si sarà posto domande. L’Europeo incombe e l’Italia non può permettersi l’essiccamento del suo attaccante cardine”.

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