Roberto Mancini ha dovuto rispondere a tante domande in conferenza stampa dopo la sconfitta sul Torino, e molte erano abbastanza dirette visto il tracollo costato l’addio alle speranze di terzo posto. Di seguito il pensiero del tecnico dell’Inter.
SCELTE – «Danilo D’Ambrosio ha avuto un problema e quindi a destra ho scelto Davide Santon, sulla programmazione dobbiamo andare avanti e cercare di far punti e vedere dove ci piazziamo alla fine, poi c’è tempo per programmare. La sostituzione di Mauro Icardi? Perché eravamo rimasti in dieci, perché Icardi viene da tre settimane senza giocare e noi dovevamo riorganizzare la squadra in un momento di difficoltà perché ci era stato espulso un difensore, se avessi avuto un altro centrocampista potevo spostare Gary Medel ma non avevo un altro centrocampista in campo».
ERRORI – «Io credo che nel secondo tempo abbiamo iniziato anche bene, abbiamo avuto tre palle nei primi sei minuti prima di concedere il gol che è stato un errore nostro, e poi l’episodio del rosso che ha totalmente sballato la partita. Non possiamo fare solamente un gol, la partita è stata dominata fino al gol loro, poi abbiamo regalato un’azione ad Andrea Belotti e il gol, sono stati due errori che abbiamo fatto. Non credo assolutamente che si tratti di sufficienza, poi la partita è andata avanti, abbiamo avuto la palla di Icardi che il portiere ha parato, può esserci stata un po’ di stanchezza con giocatori che quasi tutti erano via con le nazionali, questo è possibile. Sul gol del Torino è un errore grosso perché Adem Ljajić e Santon sono vicini, la palla non può passare in mezzo e poi Cristian Molinaro va accompagnato com’è successo nella palla in verticale che è passata a venti centimetri da Juan Jesus e l’ha presa Samir Handanović».
CONDOTTA DI GARA – «Purtroppo è la prima ammonizione che secondo me non c’è, la palla gli esce da un rimpallo e sbatte, ma non c’erano neanche il rigore dato a noi e l’espulsione. Allenare si allenano seriamente, sono ragazzi giovani e devono capire che si devono chiudere le partite, bisogna essere cinici. Questo è un problema che abbiamo, abbiamo vinto non so quante partite 1-0 e le partite vanno chiuse, nella partita di Roma abbiamo avuto le occasioni per fare 2-0, non bisogna giochicchiare ma bisogna fare gol. Yuto Nagatomo è un ragazzo per bene, anche troppo perché è stato l’addizionale che ha chiamato un rigore, la stessa cosa con la Fiorentina alla stessa giornata. Uno in dieci la partita può anche vincerla, abbiamo avuto un’occasione anche in nove, dare un rigore e un’espulsione così è troppo semplice. La scelta è che Jeison Murillo, Medel, João Miranda e Nagatomo sono arrivati tutti giovedì, abbiamo deciso di far riposare qualcuno, Juan Jesus si era allenato sempre, solo per questo motivo».
SGUARDO IN AVANTI – «È troppo difficile dopo una partita persa 2-1 fare il consultivo, lo faremo a fine campionato. Io sono l’allenatore e il responsabile di questa squadra, vedremo alla fine cosa avremo fatto e si parlerà, a sette giornate dalla fine non è il momento, ho vinto un campionato con otto punti di distacco a sei giornate dalla fine. Il nostro obiettivo è arrivare terzi, siamo a otto punti e ci proveremo ancora, poi vedremo. Passo indietro? Non credo, diciamo che Icardi tornava dopo tre settimane e magari non era al 100%, Stevan Jovetić è fuori da sei settimane ed è tornato mercoledì, dopo due settimane di sosta per le nazionali può starci un po’ di stanchezza, noi abbiamo lavorato in sette, ci può anche stare ma non credo che ci sia un problema di corsa. Partita segnata dagli episodi con due espulsioni che diventa difficile. Voglio fare le condoglianze alla famiglia Maldini».
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