…Ci siamo quasi, se non sono titoli di coda, manca davvero poco. L’Inter archivia la stagione 2015/2016 con un quarto posto che né esalta né deprime e, forte delle ambizioni del tecnico e della società, getta già lo sguardo sulla prossima finestra di calciomercato. Analizziamo ruolo per le principali trattative a tinte nerazzurre sia sul fronte delle entrate che su quello delle uscite:
PORTA Partiamo proprio dalle parole di Samir Handanovic, sempre più criptico sulla sua permanenza all’Inter: l’eventuale partenza del numero uno sloveno (che piace al Chelsea di Conte) aprirebbe una vera e propria caccia al futuro numero uno nerazzurro, ruolo storicamente ricoperto da profili di particolare blasone. Molto concreta l’ipotesi italiana, con Perin,Sportiello e Sirigu pronti a raccogliere l’eredità del gigante ex Udinese. Nessun prescelto fino ad oggi: le posizioni dei tre verranno monitorate nel corso dei prossimi mesi e soltanto se la separazione dall’attuale estremo difensore di Lubiana dovesse concretizzarsi. Dovrebbe invece restare in nerazzurro Juan Pablo Carrizo, per il quale non sembrano essere pervenute particolari offerte in grado di far vacillare la sua posizione di dodicesimo.
DIFESA Reparto già rovente, sia in entrata che in uscita. Se da una parte le parole del procuratore di Caner Erkin aprono le porte ad un suo approdo in nerazzurro, dall’altra, quelle dell’agente di Alex Telles lasciano presagire un possibile addio del giocatore. Due terzini sinistri, un parametro zero per un diritto di riscatto da esercitare: l’ipotesi fa gola agli uomini mercato nerazzurri. Sulla corsia opposta, i fari del mercato nerazzurro sono orientati su Pablo Zabaleta, esperto terzino del Manchester City e della nazionale albiceleste, già allenato da Mancini ai tempi della sua avventura oltremanica. Per portare a termine l’operazione serve l’aiuto del City, club a cui il giocatore ex Espanyol è legato in virtù di un contratto in scadenza nel 2017. Outsider per le corsie esterne può essere il sempre apprezzato Ansaldi, abile nel destreggiarsi su entrambe le fasce e protagonista di una stagione da incorniciare nel Genoa di Gasperini. In uscita rimangono invece da valutare le posizioni di Dodò e Ranocchia, prossimi al rientro a Milano dopo il prestito semestrale alla Sampdoria.
CENTROCAMPO Altro reparto, altre scintille: nelle ultime ore si è parlato a lungo di Tonny Vilhena, altro parametro zero, questa volta proveniente dalla terra dei tulipani. Il giocatore, corteggiato anche da Milan e Juventus, garantirebbe ai nerazzurri un rinforzo di qualità e prospettiva, utile soprattutto come vice Kondogbia anche alla luce delle tante sfide che contraddistingueranno la prossima stagione. Felipe Melo spegne invece ogni voce che lo vede lontano da Milano: il brasiliano è intenzionato a restare e soltanto una super offerta potrebbe farlo vacillare. Continua anche la telenovela Tourè, accostato ormai da più di un anno ai colori nerazzurri: l’ivoriano continua ad essere uno dei pupilli di Mancini e non è da escludere un nuovo e, questa volta vincente, assalto. Piace anche Lucas Biglia e non è mai stato un mistero. A preoccupare è però la valutazione attribuita al giocatore dalla Lazio, decisamente fuori portata per le attuali tasche nerazzurre. In uscita rimane invece vivo l’interesse delle big d’Europa per Marcelo Brozovic, ma per il cartellino del croato serve la classica offerta irrinunciabile.
ATTACCO Tanto movimento anche in zona gol, dove l’addio di Ljajic sembra ormai scontato. Le parole del ds Sabatini sembrano chiare: il serbo tornerà a Roma aprendo le porte ad almeno un’altra operazione in entrata. Piacciono i laziali Candreva e Felipe Anderson, ma, proprio come per il compagno Biglia, le valutazioni sembrano fuori portata. Intriga invece il profilo di Pavoletti, centravanti del Genoa seguito a più riprese da Piero Ausilio ed autore del gol del vantaggio nel Derby della Lanterna di oggi. In uscita verrà valutata anche la posizione di Jovetic, protagonista come il compagno Handanovic di dichiarazioni non esattamente rassicuranti sulla sua permanenza in nerazzurro. Praticamente fuori pericolo le posizioni di Icardi e Perisic, perni offensivi della gestione Mancini 2.0 ed incedibili se non dinanzi ad offerte realmente folli.
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