Biasin: “Mancini ha stufato! L’Inter non è l’asilo Mariuccia” L’editoriale di Fabrizio Biasin per “TuttoMercatoWeb” tratta in maniera dettagliata tutti i temi principali sull’Inter di queste ultime ore e il giornalista lo fa con toni piuttosto accesi. Da Roberto Mancini a Mauro Icardi passando per il presidente Erick Thohir e la nuova proprietà di Suning, ecco il suo pensiero. OFFERTE INADEGUATE – “Ci sono cose che so e molte altre che non so. Parto da quelle che so. So che l’Inter davvero ritiene Mauro Icardi incedibile. Domenica mi son permesso di fare le mie verifiche con chi all’Inter ci lavora. ‘Ma per sessanta milioni lo vendete?’. ‘Neanche per settanta! Nell’estate in cui il Napoli perde Gonzalo Higuaín e la Roma Miralem Pjanić, già non vendere significa accorciare le distanze’. Mi è parsa una considerazione logica e legittima. So che in troppi considerano l’Inter un porto di mare, la società dove basta bussare per ottenere quel che si vuole. Il Napoli perde Higuaín? Ti rivolgi all’Inter che tanto svende tutto. E invece no, non funziona così. So che Zhang Jindong non si è visto praticamente mai e nel suo primo mese da proprietario non ha comprato giocatori. Questa cosa in Italia dà diritto di pensare ‘ecco, un altro cialtrone’. E invece chi ha avuto modo di parlare con lo stesso Zhang è stato abbastanza chiaro: ‘È più facile che provi a prendere Hamšík o Insigne piuttosto che venda Icardi’. So che Aurelio De Laurentiis evidentemente ritiene Piero Ausilio un cazzaro. Il DS nerazzurro: «È incedibile a qualunque prezzo». Due ore dopo: ‘Il Napoli alza l’offerta: quarantacinque milioni più bonus’. Ma cos’è, il gioco dei Pacchi di Insinna? So che l’Inter al momento cerca solo e soltanto un esterno alto da piazzare a destra. Antonio Candreva è una possibilità ma non c’è solo lui e soprattutto non c’è fretta: l’anno scorso Ivan Perišić è arrivato all’ultimo momento”. BASTA PIAGNISTEI – “So che l’Inter non ha per nulla iniziato bene la stagione: allenatore e capitano (moglie inclusa) che invece di risolvere i problemi, li moltiplicano, sono uno strazio per gli occhi e il cuore dei tifosi. Non so se Roberto Mancini resterà. Però so che il suo atteggiamento ha stufato: pretende, mugugna, fa i capricci perché vorrebbe un altro tipo di mercato, pretende di poter decidere come sempre ha fatto, vorrebbe la merendina e invece la mamma gli impone la minestra. La minaccia sottesa è la seguente: senza certi giocatori la zona Champions non si raggiunge. Ma come: un anno fa era certo di poter arrivare al terzo posto, quest’anno con un Éver Banega in più, con Roma e Napoli attualmente più deboli (via Pjanić e Higuaín), il mister pretende altrimenti non si va da nessuna parte? Ma un po’ di autocritica no? E poi di cosa si lamenta? Che gli venga chiesto di fare quello per cui è assai lautamente pagato, e cioè l’allenatore? Ma stiamo scherzando o facciamo sul serio? So che Mancini ha una sola possibilità: scendere al livello di noi comuni mortali e far correre i suoi ragazzi. Lo fa Maurizio Sarri, lo fa Luciano Spalletti, lo fa Massimiliano Allegri che pure non ha praticamente mai avuto diritto di parola sul mercato bianconero. Perché non dovrebbe farlo lui? È il nobile figlio di William e Kate e noi non lo sappiamo?”. ALTERNATIVE IMPROBABILI – “Non so chi possa essere il suo sostituto, perché ad agosto incombente l’idea di cambiare spaventa tutti e andrebbe evitata, ma solo di fronte a un atto di buona volontà da parte dell’allenatore. Si parla di Leonardo possibile traghettatore in attesa di Diego Pablo Simeone (ma i traghetti che partono prima di inizio campionato mi sembrano una colossale puttanata); si parla di Frank de Boer, ma solo perché un giorno Erick Thohir disse «Mi piace Frank de Boer»; si parla di André Villas-Boas perché qualcuno avrebbe sentito i cinesi dire ‘ci piace Villas-Boas’, si parla di Walter Zenga perché Zenga è come il parmigiano sui maccheroni: se discuti di un possibile futuro allenatore nerazzurro, lui ce lo devi mettere. So, infine, che secondo molti il punto sarebbe il contratto in scadenza di Mancini. E che problema sarebbe? Pure Ausilio scade nel 2017, ma non mi sembra che tiri testate contro il muro. È l’Inter, porca miseria, non l’asilo Mariuccia”. NAPOLI GUARDA ALTROVE – “Napoli dal canto suo non teme il no di Ausilio per Icardi, soprattutto non lo teme De Laurentiis. Il patron del Napoli è stato bravo nei giorni caldi dell’affare Higuaín, ma doveva avere pronto un piano B. I tentativi per Icardi fanno intendere che, invece, De Laurentiis stia procedendo a braccio. Il Pipita non c’è più? Si tenta con Maurito anche se ha un contratto fino al 2019, eventualmente si andrà altrove. L’offerta la conosciamo: quarantacinque milioni più bonus legati ai gol in campionato e in Champions, oltre al ruolo di protagonista alla moglie Wanda Nara nel Cinepanettone che verrà. L’offerta è destinata a salire, ma difficilmente l’Inter cambierà idea: rinforzare una diretta rivale sarebbe puro masochismo. E allora De Laurentiis pensa alle alternative: Carlos Bacca (decisamente più conveniente e non per forza inadatto), Arkadiusz Milik (bravo ma ancora acerbo), Álvaro Morata (inavvicinabile: il Real ha già rifiutato offerte da sessantacinque milioni), pensa a come spendere i famosi novantaquattro milioni per costruire una squadra perfino più competitiva rispetto a quella che ha chiuso il campionato al secondo posto. Si può fare? Sì, non è impresa impossibile, a patto che chi lavora alla costruzione della rosa eviti di mostrare pubblicamente il bottino con il giochino delle offerte al rialzo: sarebbe il modo migliore per complicare ogni trattativa (o ingolosire i Koulibaly di turno)”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2a9ciiB

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