Chi è Frank De Boer? Cinque risposte sul nuovo allenatore dell’Inter e cosa aspettarsi L’Inter ha scelto Frank De Boer. Il tecnico olandse è pronto a prendere l’eredità di Roberto Mancni e a guidare l’Inter nella corsa alla prossima Champions League. Ma che tipo di allenatore è De Boer? Lo abbiamo chiesto ad uno dei massimi esperti di calcio olandese, Hendrik Van der Decken, che spesso avrete avuto modo di leggere su DopolavoroInter. Cinque domande per capire in che direzione andrà la società nerazzurra: Di Hendrik_van_der_ Decken (@Milestemplaris) Cosa vuol dire avere Frank de Boer sulla panchina nerazzurra? Subentrato in corsa nella stagione 2010/11 a Martin Jol, il tecnico quarantaseienne ha portato immediatamente l’Ajax alla vittoria del titolo che mancava da sette anni. Da quel momento, l’allenatore dei Lancieri ha inaugurato un nuovo progetto tecnico puntando principalmente, e ancor più del solito, sui giovani del vivaio e su una evoluzione del classico 4-3-3 olandese in un gioco più vicino a quello dei suoi vecchi compagni al Barcellona Guardiola e Luis Enrique, tutti allievi insieme a Cocu, Koeman ed altri ancora di Louis van Gaal che allenò tutti loro in Catalogna. Il risultato é stato il record di titoli nazionali consecutivi vinti da un allenatore in Eredivisie (quattro) Come gioca? A grandissime linee, la sua idea di 4-3-3 prevede un centrocampo fatto di giocatori tecnici con una tattica difensiva basata su un pressing aggressivo lanciato fin nella trequarti avversaria, mantenendo così una squadra molto corta tra i reparti e i difensori centrali molto alti. Il centrocampista posizionale è di solito forte fisicamente ma con piedi sempre accettabili, mentre è l’occupazione degli spazi unitamente al pressing alto che deve costituire l’asse portante della fase difensiva. La vera forza del modulo che de Boer ha mostrato all’Ajax è data dai due interni di centrocampo, che in realtà non sono altro che trequartisti chiamati ad eseguire compiti da interni, coniugando così le loro qualità tecniche con un lavoro di quantità in fase di non possesso. Le combinazioni veloci che riescono a comporre insieme agli esterni e al giocatore centrale del fronte d’attacco, sia esso un falso nueve o un centravanti di manovra, per andare a liberare gli attaccanti esterni o lasciare spazio per i loro stessi inserimenti sono lo schema privilegiato di offesa. La forza del modulo è però anche la sua debolezza: ogni qualvolta il movimento senza palla scema o le combinazioni tecniche in velocità non riescono con sufficiente frequenza e fluidità, ecco che la squadra fa fatica, mancando di intensità di gioco. Se poi il pressing alto non viene portato con costanza e decisione, oltre la fatica arrivano i gol subiti, di solito in contropiede. La rosa attuale dell’Inter è adatta? Premesso che ogni considerazione da qui in poi è un puro esercizio di speculazione teorica pronto ad essere smentito in cinque minuti, direi che con qualche adattamento la rosa nerazzurra potrebbe non essere così distante dai desiderata dell’olandese. De Boer predilige costruire il gioco partendo dalla difesa: forse Miranda e Murillo non hanno le caratteristiche perfette per lui ma non credo avrà troppi problemi in questo senso. I terzini e gli esterni offensivi sono adatti, mentre a centrocampo due interni tecnici come Banega e Brozovic possono essere tranquillamente assimilati come caratteristiche ai giocatori che l’allenatore di Hoorn aveva all’Ajax. Rimane il centrocampista davanti alla difesa: nei Lanceri, durante la gestione de Boer, quel ruolo è stato ricoperto da giocatori fisicamente discreti aventi un palleggio decente (Poulsen, Blind e soprattutto Bazoer); mi sembra che il più simile a questi sia Kondogbia, il quale però in quel ruolo lascia più dubbi che certezze. Rimane poi il centravanti: per i primi anni de Boer ha utilizzato un falso centravanti come Siem de Jong per poi cambiare un po’ il sistema di gioco offensivo con Milik. C’è da chiedersi se Mauro Icardi abbia le caratteristiche che piacciono al tecnico olandese, ma non credo sia immaginabile che il tecnico Oranje possa rinunciare al capitano a cuor leggero. [fncvideo id=567081] Quali giocatori si esalteranno? E chi invece soffrirà? Per quanto detto sopra, il gioco potrebbe favorire Jovetic che ha una serie di caratteristiche adatte al gioco di de Boer, essendo una punta adatta a giocare in un ruolo di falso centravanti che favorisce i tagli degli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti. Per lo stesso motivo, le qualità di Banega e di Brozovic potrebbero emergere bene, così come quelle di Candreva e Perisic. Al contrario, Medel, Kondogbia e Felipe Melo potrebbero soffrire questo modo di giocare, a meno che quel giocatore davanti alla difesa non sia proprio Melo oppure che Medel giochi come difensore. Credo però che arriveranno momenti in cui neanche de Boer rinuncerà al filtro del cileno per non correre troppi rischi nella transizione al suo calcio. Per finire, a meno di riciclarsi in uno dei due ruoli di esterni offensivi che non mi sembrano propriamente nelle sue corde, anche Eder potrebbe scontare il cambio di guida tecnica. Che tipologia di giocatori potrà volere sul mercato nel breve-medio periodo? Se nessuno dei centrocampisti in rosa lo dovesse soddisfare minimamente come volante davanti alla difesa, allora un centrocampista a coprire quel ruolo potrebbe essere la prima opzione, così come un altro esterno d’attacco che possa dare il cambio a Perisic e Candreva. Per il resto, ripeto di non vedere così tante necessità per adeguare la rosa al gioco di de Boer, a meno di voler davvero operare una rivoluzione e cedere Icardi per un centravanti di pari valore ma più adatto al suo gioco, giocatore però di difficilissima reperebilità sul mercato attuale. Cosa ci dobbiamo aspettare? Probabilmente, come tutti i tecnici che costruiscono un gioco basato sulla ripetizione e la precisione dei movimenti, Frank de Boer ha bisogno di più stagioni per mettere in campo il suo lavoro migliore. Assodata la sua capacità di far crescere i giovani, ciò di cui il tecnico olandese ha assolutamente bisogno è il tempo, cosa che all’Inter non viene data praticamente mai, figurarsi in questa situazione critica. Se davvero la nuova dirigenza decidesse di puntare sull’olandese e questi fosse davvero disponibile a sbarcare alla Pinetina, per non vedere l’ennesimo esonero a fine stagione dovremmo assistere ad una difesa chiara e preventiva del lavoro dell’allenatore per un lasso di tempo definito a priori. Senza questo tipo di garanzia, un allenatore come de Boer – e tutti quelli come lui che hanno un’identificazione tattica molto caratterizzata e che richiede tempo per essere assimilata – è destinato a fallire a meno di miracoli o di rosa estremamente competitiva. Sicuramente però Frank de Boer rappresenterebbe un segno molto forte di discontinuità tattica, una scommessa da vincere contro tutto e tutti, compresa la nostra tradizione: una scommessa da Inter, quindi. 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