Nell’analisi della partita la “Gazzetta dello Sport” sottolinea come all’Inter sia sostanzialmente mancato il centrocampo. Banega ha sbagliato molto, ma si è trovato senza alcun appoggio, con Felipe Melo disastroso e Gnoukouri spaesato.
DIFFICOLTA’ – De Boer imposta la gara di Praga con Felipe Melo e Gnoukouri davanti alla difesa, ma i dati evidenziano chiaramente come il vero regista del l’Inter sia Ever Banega, che in partenza sarebbe teoricamente il trequartista ma che poi nello sviluppo arretra spesso molti metri più indietro. Costretto, in questo, dal fortissimo pressing collettivo dello Sparta, che corre tanto, aggiunge Dockal nella batteria di metà campo, resta stretta e ha un atteggiamento di recupero palla alto (a 43,1 metri di media). Queste condizioni rappresentano la kryptonite per Banega, che tra le proprie qualità non ha la forza per reggere i contrasti e in un contesto di scarsa collaborazione fatica a trovare compagni e corridoi (i cechi sono attenti nel chiudere le linee di passaggio). Quelli che dovrebbero essere i suoi appoggi primari, Felipe Melo e Gnoukouri, latitano: il brasiliano è spesso fuori posizione e sbaglia pure molti passaggi, mentre l’ivoriano è poco coinvolto e timido.
I NUMERI – La “Gazzetta dello Sport” presenta i numeri della gara di Banega. L’argentino è l’uomo con più tocchi nella partita, 96, ma riesce a trasformarli solo in 55 passaggi positivi, e quasi mai smarcanti, con 15 appoggi negativi e un totale di 25 palloni persi. Ever mette a referto anche 14 recuperi, più di tutti sul prato di Praga, però è un dato positivo fino a un certo punto: a quello dovrebbe pensare Melo, in modo da togliere compiti da mediano a Banega. Nelle pagelle il suo voto è 4,5.
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