Napoli-Inter: Pioli senza filtro, le idee lo fanno tornare sulla terra Clamoroso tonfo esterno per l’Inter di Pioli, che non solo non riesce a bissare la vittoria contro la Fiorentina utilizzando la stessa strategia vista lunedì a San Siro, ma fa una partita completamente al rovescio: approccio sbagliato fin dal primo minuto, inutile ragionare su un singolo problema tecnico-tattico dopo il 3-0 confezionato dal Napoli FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare il Napoli: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Miranda, Ansaldi; Brozovic, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Icardi. MODULO – Per la prima volta in stagione l’Inter scende in campo con la stessa identica formazione dell’ultima (vittoriosa) uscita, merito di Pioli che conferma in toto il 4-2-3-1 utilizzato contro la Fiorentina: ancora Ranocchia-Miranda nel cuore della difesa, Brozovic-Kondogbia in mediana e Banega in cabina di regia sulla trequarti. L’idea è quella di aggredire il Napoli allargando il gioco sulle fasce e cercando la profondità per vie centrali. PRIMO TEMPO – A differenza di quanto accaduto contro la Fiorentina, è il Napoli a trovare subito il vantaggio grazie alle prime due occasioni create: al 2′ Zielinski segna sfruttando un’intelligente sponda di testa di Callejon e al 5′ manda in porta Hamsik, che brucia la difesa dell’Inter e Handanovic. Già da queste due prime azioni offensive del Napoli si nota quant’è disposta male la difesa dell’Inter: prova a giocare d’anticipo, ma buca tutti gli interventi. Errato, in particolare, l’atteggiamento di D’Ambrosio tendente ad accentrarsi – come già fatto a fortune alterne contro la Viola -, lasciando libertà a Insigne e compagni. Non a caso Candreva è spesso costretto a rincorrere gli avversari per chiudere le voragini causate proprio dal numero 33, ripiegando in fase difensiva molto più di quanto dovrebbe fare. Un altro dettaglio che balza subito agli occhi è l’assenza di filtro in mezzo al campo: Kondogbia crea solo problemi, Brozovic prova a metterci una pezza solo parzialmente. Pioli prova a invertire i mediani per migliorare sia in copertura sia in ripartenza, ma anche con Kondogbia sul centro-destra e Brozovic sul centro-sinistra la situazione non migliora: sono troppi gli spazi del campo non occupati in fase di non possesso, pesa anche l’apatia di Banega in cabina di regia. L’Inter riesce a sfondare solo sulla destra e senza continuità, mentre a sinistra vige un approccio più timido. Il primo tempo termina 2-0: Napoli cinico e bravo nella gestione, Inter capovolta a distanza di quattro giorni. SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con un’importante modifica tecnico-tattica, primo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Eder. L’italo-brasiliano si piazza alle spalle di Icardi: posizione sempre centrale, ma più a ridosso del centravanti rispetto al numero 19. Non c’è tempo di riorganizzarsi che al 51′ Insigne piazza il terzo gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo smanacciato malissimo da Handanovic e seguito da un rimpallo su Miranda. Al 55′ secondo cambio per Pioli: fuori Kondogbia, dentro Joao Mario. Il portoghese va ad affiancare Brozovic sulla linea mediana. Dovendo recuperare il triplo svantaggio, nella seconda frazione l’Inter fa la partita – inutilmente – mentre il Napoli gestisce i tre punti ormai in cassaforte: Handanovic è costretto più volte a evitare il poker azzurro. Al 75′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Palacio. Pioli si gioca tutto con il 4-4-2 finale che sembra più un 4-2-4: l’argentino fa coppia con il connazionale Icardi in mezzo, invece Perisic ed Eder agiscono larghi rispettivamente a destra e sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr). Pur avendo le occasioni, l’Inter non riesce a concretizzare neanche mezza azione. La partita termina 3-0: sconfitta sonora e veritiera per quanto visto in campo, visto che l’Inter avrebbe potuto segnare tanti gol quanti ne avrebbe potuto subire. PROTAGONISTA – Contro la Fiorentina il suo ruolo è stato esaltato facendo notare pregi e difetti, ma contro il Napoli l’esperimento difensivo è stato un buco nell’acqua, dunque è impossibile non sceglierlo come protagonista negativo nello scempio collettivo: D’Ambrosio. Da terzino non chiude mai, da terzo di difesa non chiude mai, da difensore libero di svariare non chiude mai e in pratica non vede mai il pallone, perché anche in fase di spinta riesce a essere piuttosto nullo limitando in entrambe le fasi Candreva, con in quale condivide la fascia destra: voto zero. Il ritorno a Napoli di D’Ambrosio è stato sicuramente da dimenticare ma, siccome la prestazione di lunedì voleva essere un’anticipazione di quello che sarebbe potuto essere contro la squadra di Sarri, bisogna dividere le colpe: Pioli ha azzardato affidandogli un delicato compito tattico contro Insigne&Co., D’Ambrosio è riuscito a portare a termine il proprio operato facendo del suo peggio. COMMENTO – Un 3-0 così netto non andrebbe analizzato a fondo, in questo senso i due gol-lampo sono d’aiuto. Il 4-2-3-1 dell’Inter ha permesso al Napoli di avere sempre la superiorità numerica in mezzo al campo: nel centrocampo a tre azzurro, infatti, le due mezzali hanno trovato gli spazi ideali per inserirsi e mettere fuori tempo centrocampo e difesa nerazzurra. L’inconsistenza tattica di Banega senza palla ha fatto perdere un uomo all’Inter, che è come se avesse giocato tutta la prima frazione in inferiorità numerica (in realtà non solo di un’unità…), sorvolando sui multipli pasticci di Kondogbia con o senza palla. Se al problema centrocampo si aggiunge la difesa “dinamica” che perde sempre la marcatura di D’Ambrosio, il vero pasticcio è quello tattico: Pioli si è sbottonato troppo pensando di gestire la qualità del Napoli allo stesso modo della Fiorentina, ma la preparazione della partita gli si è rivoltata esattamente contro. Stavolta si può parlare di Inter “presuntuosa”, infatti la sconfitta è meritata. Impensabile fare calcio avendo due squadre in una: quella che difende (male) e quella che attacca (solo su un lato). By-passare il centrocampo non è possibile, quindi bisogna tornare alle origini: in mezzo si gestisce il pallone impostando la manovra (manca soprattutto un cervello pensante – Joao Mario inizialmente in panchina è sprecato -, oltre a qualcuno che sappia rubare palla e gestirla… contemporaneamente!), difesa e attacco devono sincronizzarsi per essere più efficaci coprendo più aree possibili. Dal 4-2 di lunedì al 3-0 di Napoli: l’Inter si fa male, Pioli torna sulla terra e dovrà modificare qualcosa. L’Inter quest’anno va così: un giorno illude e alla partita seguente delude. Magari la prossima è quella giusta, ma ormai la stagione è compromessa: il terzo posto è un miraggio, neanche il mercato di gennaio dà speranza. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2gRNWz7

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