Scopriamo storia e caratteristiche di Luciano Spalletti insieme ai nostri lettori. Gli inizi di carriera dello Spalletti allenatore vedono il mister di Certaldo guidare la squadra dell’Empoli nel campionato 1997/98, nel quale salverà la squadra con una giornata di anticipo. Dopo l’inizio positivo, per Spalletti arrivano anni negativi: le esperienze con Sampdoria, Venezia e Udinese si chiudono con esoneri, retrocessioni e salvezze risicate. Tanto che è obbligato ad accettare una difficile esperienza con l’Ancona in Serie B, squadra che porta alla miracolosa salvezza. La semina in Friuli però gli vale un nuovo incarico, e la seconda Udinese di Spalletti si qualificò prima alla Coppa Uefa e poi, nel campionato successivo, per la prima volta in Champions League. Al termine di quel campionato Spalletti annunciò di voler lasciare il club per approdare alla Roma. In giallorosso contende all’Inter il predominio sul palcoscenico italiano del dopo-calciopoli, senza però mai riuscire a strappare uno scudetto, vincendo due Coppa Italia e una Supercoppa. Le altalenanti prestazioni in Champions, dove la Roma viene dolorosamente eliminata due volte dal Manchester United e una dall’Arsenal, insieme ai contrasti con la società sul mercato e sull’impostazione della squadra, portano Spalletti alle dimissioni nel Settembre 2009 dopo quattro anni e mezzo in giallorosso. Dopo la prima esperienza alla Roma, e prima del suo ritorno nella capitale, è stato l’allenatore dello Zenit San Pietroburgo, col quale ha vinto due campionati, una Coppa e una Supercoppa russa. Completano il suo palmares due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana vinte alla guida dei giallorossi. Nella seconda metà del campionato scorso Spalletti ha riportato la Roma a livelli di rendimento altissimi: una sola sconfitta, contro la Juventus, nell’intero girone di ritorno chiuso con 14 vittorie e 4 pareggi, per un totale di 46 punti. Che sono valsi il terzo posto, e la qualificazione ai preliminari Champions, persi poi contro il Porto. Approccio tattico e gestione della rosa L’approccio di Spalletti è mirato a creare un gioco spettacolare e offensivo, benché equilibrato, che non dia punti di riferimento agli avversari e che possa premiare il gioco d’inserimento, sia degli attaccanti che dei centrocampisti. Innamorato dei giocatori di qualità che sanno associare a questo attributo rapidità e movimento, Spalletti è riuscito da subito a dare una sua impronta alla squadra giallorossa. Storicamente legato alla difesa a quattro, non è mai stato monotematico nella proposizione offensiva: dall’invenzione di Totti falso nove nel 2006 alle ultime recenti modifiche dell’assetto offensivo giallorosso, ha sempre cercato di esaltare le caratteristiche degli uomini offensivi a sua disposizione. La Roma di quest’anno vive sulle qualità offensive dei suoi esterni: Salah, Perotti ed El Shaarawy sono spesso l’ago della bilancia, così come la capacità di Totti di decidere le partite subentrando dalla panchina. Generalmente legato a un undici base, è maggiormente portato al turnover per alternative tattiche o necessità di formazione piuttosto che per scelta mirata alle rotazioni e alle condizioni fisiche. L’articolo Profilo di Spalletti: Storia, approccio, tattica e gestione della rosa. sembra essere il primo su Mondo Inter. piemme979
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