LA NUOVA RIVOLUZIONE DI EPAMINONDAS?

LA NUOVA RIVOLUZIONE DI EPAMINONDAS? Nella Grecia antica c’era una città chiamata Sparta ed era la potenza militare di quel tempo. Questa forza militare era famosa perchè avevano soldati coraggiosi e bravi, questi soldati erano temuti nella regione. Però questi soldati avevano un difetto, ed era che facevano tutto sempre nella stessa maniera, fedeli alle sue tradizione di battaglia e per questo non cambiavano tattica. A Tebas, un’altra città Greca e nemica di Sparta, c’era un genio chiamato Epaminondas. L’influenza militare di questo generale dell’esercito greco lo portò a sviluppare diverse tattiche nuove di battaglia e con queste dimostrò le debolezze degli spartani portando ai suoi fino alla vittoria. Sicuramente vi starete chiedendo.. ¿Cosa c’entra questa storia? Undici anni fa lo scrittore spagnolo Enric González fece questo confronto per riferirsi a questo uomo chiamato Luciano Spalletti al tempo in cui lui era l’allenatore della Roma, nel suo libro “Historias del Calcio”. Quando Fabio Capello se n’è andato della Roma lasciò una squadra Spartana, una squadra che aveva ereditato tattiche di Fabio e che non sapeva muoversi in un’altra maniera. Anche se la squadra era sotto la guida di Prandelli, Voeller, Del Neri o Conti, sapevano soltanto muoversi in un gioco di tre punte ed un giocatore a metà campo in centro che con Capello vinsero uno scudetto. Allora arrivò Spalletti, deciso di essere il propio Epaminondas della squadra romana. La prima stagione Luciano fece fatica per ereditare la mentalità di Capello ancora nella squadra. Per il mercato di inverno lasciarono andare Cassano (fedele a Fabio Capello) per dare inizio alla rivoluzione di Spalletti: giocare con un portiere, 4 difensori, 6 centrocampisti, essendo Totti la punta della lancia. Sparì il fantasma di Fabio e la roma fu capace di arrivare undici vittorie consecutive, record del calcio in quel tempo. Spalletti innovò una squadra che dopo di 4 allenatori, povera ottava posizione in classifica, tornò a competere e lasciare un record positivo di vittorie in campionato. ¿Quale sono le differenze di quel momento della Roma e adesso il momento dell’Inter? La squadra lombarda arriva di una stagione con 4 allenatori, 3 diversi nella stessa stagione. De Boer, Vecchi, Pioli e Vecchi ancora. Il risultato l’orribile settimo posto e sembra che l’Inter e le loro idee non servono più che per un 4-3-3 nel campo con cross infiniti e provando a segnare qualche gol; sperando in Icardi e la sua intelligenza per anticipare la difesa facendo gol per noi. ¿È Luciano Spalletti l’allenatore ideale per l’Inter in questo momento? Sappiamo che lui è un allenatore che conosce benissimo le squadre del campionato, che ha innovato e sorpreso due volte: portando l’Udinese ai preliminari della UEFA Champions League nella stagione 2004/2005 e guidare la Roma dopo l’uscita di Fabio Capello. Luciano potrebbe essere la guida ideale per cambiare mentalità a questa squadra e chi sa se quest’anno calcistico che arriva potrebbe dare a lui quello che desidera da tempo: lo scudetto. Speriamo il meglio per questo eccentrico toscano, che nella sua testa ci sia una nuova rivoluzione come quella di Epaminondas e ci lasci anni di gioia. Scritto da José Salazar Inter Club Guatemala *L’opinione di questo articolo non esprime l’opinione di tutti i soci dell’Inter Club Guatemala, soltanto di chi l’ha scritto. ¿LA NUEVA REVOLUCIÓN DE EPAMINONDAS? En la antigua Grecia existió una ciudad llamada Esparta, logrando ser una potencia militar de la época. Su conocido poder militar se debía a sus soldados valientes y entrenados quienes llegaron a ser muy temidos en su región. Sin embargo contaban con un defecto, ya que debido a su fuerte tradicionalismo no innovaban en sus tácticas; todo lo realizaban como siempre. En Tebas, otra ciudad de la antigua Grecia y enemiga de los espartanos, existió un genio llamado Epaminondas. La influencia militar de este general griego le llevó a inventar e implementar diversas e innovadoras tácticas de batalla, que al aplicarlas dejó al descubierto las debilidades de los espartanos logrando vencerlos. Seguramente se estarán preguntando ¿A qué viene esta pequeña reseña histórica? Hace 11 años el escritor español Enric González hizo esta analogía para referirse a un hombre llamado Luciano Spalletti, para entonces entrenador de la Roma, en su libro “Historias del Calcio”. Cuando Fabio Capello abandonó la Roma para irse a Turín dejó en Roma un equipo “espartano”. Un equipo que heredó tácticas hechas por Fabio y no sabía moverse de otra manera. Aunque estuvieran bajo el mandato de Prandelli, Voeller, Del Nieri o Conti, solamente sabían habituarse en un juego comandado por 3 puntas y un medio campista central que con Capello les llevó a ganar un scudetto. Entonces llegó Spalletti, dispuesto a ser el Epaminondas del equipo romano. La primera vuelta de la temporada Luciano sufrió con su equipo la herencia “Capellista”. Para el mercado de invierno lograron deshacerse de Cassano, fiel a la idea de juego de Fabio, para dar inicio a la revolución de Spalletti: jugar con 1 portero, 4 defensas y 6 mediocampistas, siendo Totti la punta de lanza. Desapareció el fantasma de de Capello y la Roma logró encadenar sorpresivamente 11 victorias consecutivas, un record para el Calcio en ese entonces. Luciano logró innovar a un equipo, que luego de una campaña con 4 técnicos y una pobre 8tava posición, regresaba a competir con los grandes italianos y establecer un record de victorias en la Serie A. ¿Qué tiene de distinto ese momento de la Roma con la actualidad del Inter? El equipo lombardo viene de una temporada con 4 entrenadores, 3 distintos, en la misma temporada: De Boer, Vecchi, Pioli y regresando a Vecchi. Se logró en una pésima 7tima posición. De igual forma parece que las ideas de juego del Inter no dan para más que un 4-3-3 en la cancha y apostar a los interminables centros de las bandas, con el objetivo de que tal vez alguno logre dar en el punto; que se exploté la astucia de Icardi para anticipar a los defensores y así se logre impactar en un gol a favor de los nuestros. ¿Es entonces Luciano el técnico idóneo para el Internazionale en estos momentos? Sabemos que es un técnico que conoce muy bien la Serie A, que ha innovado y sorprendido en dos ocasiones: llevar al Udinese a la ronda previa de la UEFA Champions League, en la temporada 2004-05, y darle rumbo a una Roma que no parecía encontrarlo tras la salida de Fabio Capello. Luciano podría parecer la cabeza ideal para cambiar la mentalidad de esta plantilla y quién sabe si por fin se le podría dar a Spalletti algo que añora bastante: Un título de Serie A. Esperemos lo mejor para el excéntrico toscano, que en su cabeza exista una nueva revolución de Epaminondas y nos permita recuperar los años de gloria. Escrito por José Salazar Inter Club Guatemala *La opinión de este artículo no expresa la opinión de todos los miembros del Inter Club, solamente de quien lo escribió. L’articolo LA NUOVA RIVOLUZIONE DI EPAMINONDAS? sembra essere il primo su Mondo Inter. Andrea Decorato
from Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/2r16ukE
via IFTTT