Inter, si riparte da 14 punti fatti o 16 persi in 10 partite? Conte non più solo

Antonio Conte Inter

L’Inter vista in campo fino all’ultima sosta è stata più bella che concreta. E la prima è una verità parziale. Il lavoro di Conte finora è stato caratterizzato da più di una difficoltà per colpe un po’ di tutti, ma da questo weekend si riparte senza alibi. Le prossime 10 partite in un mese non potranno essere affrontate con la stessa “leggerezza” delle prime

FRENO A MANO TIRATO – Dodici punti in Serie A dopo sette giornate e due nel Gruppo B di UEFA Champions League dopo tre non rappresentano l’avvio sprint sognato da ogni tifoso. Ma lo stesso vale per allenatore, giocatori e società. L’Inter vista fino all’ultima sosta internazionale del 2020 non vince né convince. Troppi punti lasciati per strada. Troppe occasioni sprecate. L’impressione è una squadra bravissima a fare 29 senza minimamente sapere come fare 30. Figuriamoci 31. Ma oggi quei due punti di differenza possono decidere un’intera stagione. Soprattutto quando ci sono in palio i primi sei in tre giorni (vedi articolo). L’accelerata con l’obiettivo dei risultati è talmente necessaria che non ci sarà più spazio per accontentarsi di una “bella” prestazione. Il bicchiere mezzo pieno non potrà più tenere conto del “percorso” senza punti. Sono più gravi i 16 punti persi che i 14 fatti finora, c’è poco da discutere e analizzare su questo dato oggettivo. E devono capirlo tutti, a partire dai protagonisti in campo e panchina.

ERRORI FINO A OGGI – Questa prima parte di stagione non particolarmente positiva non ha un colpevole più di altri. Tutti hanno fatto il loro, negativamente. A partire dalla proprietà, vicina solo parzialmente e con obiettivi diversi da quelli ipotizzati pre-Coronavirus. Passando per la dirigenza, che ha accettato di ripartire come tutte le altre società nonostante una situazione anomala che non permette di lavorare normalmente. Soprattutto quando finisci la stagione il 21 agosto a Colonia e alteri la preparazione pre-campionato. Ritiro forzato e ridotto nei convocati. Debutto ufficiale improvvisato e posticipato rispetto agli altri. E non si salva neppure il calciomercato, soprattutto per le tempistiche. Ovviamente le colpe ricadono anche sul tecnico Antonio Conte, responsabile delle scelte finora. Alcune obbligate, altre errate. Si può dire, senza polemica. E gli stessi calciatori, senza voler puntare il dito contro qualcuno nello specifico, non hanno brillato sempre. Il Covid-19 ha fatto il resto, ovvio. E su questo purtroppo c’è poco da dire. Va così, per tutti. Ma adesso bisogna ripartire tutti uniti. Compatti, verso gli stessi obiettivi (minimi?) stagionali.

PROSSIMI DIECI IMPEGNI – Il calendario fino a Natale offre cinque “coppie” di partite in tre giorni che è impossibile fallire come fatto finora. Rispetto alle prime dieci, l’asticella si alza. Si inizia con la coppia Torino e Real Madrid, sei punti obbligati. Poi ecco Sassuolo e Borussia Monchengladbach, per ribaltare le gerarchie attuali in classifica. Invece la coppia formata da Bologna e Shakthar Donetsk permetterà di chiudere il 2020 europeo con il primo verdetto stagionale: l’Inter continuerà la sua avventura internazionale (in Champions o in Europa League?) o meno. In seguito Cagliari e Napoli, duo difficilissimo da affrontare. L’anno solare si chiude con Spezia ed Hellas Verona, quando mancheranno ancora cinque partite al titolo di “Campione d’Inverno”. Si tratta di altri 30 punti in palio… prima del mercato di gennaio. Questo basta per caprine l’importanza. Se vuole esserci un futuro con Conte, molto passa da queste dieci partite. Si inizia da Inter-Torino alle 15.00, solo dopo a San Siro arriverà il Real Madrid.

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