Inter-Torino, l’avversario: una squadra fragile, alla ricerca della stabilità

Andrea Belotti Torino-Cagliari

Inter-Torino vedrà di fronte due squadre che si trovano in un percorso di ricerca. Ecco un’analisi sull’ultimo periodo dei granata, che oggi pomeriggio (ore 15) affronteranno i nerazzurri a San Siro.

IN MISSIONEInter e Torino sono due squadre in missione. I nerazzurri stanno cercando il modo per imporre il proprio dominio sul campionato italiano, come richiesto e atteso da più parti. I granata invece sembrano più alla ricerca di se stessi. Un processo in realtà iniziato diverso tempo fa, ancor prima dell’esonero di Walter Mazzarri. Ora sulla panchina siede Marco Giampaolo, anche lui alla ricerca delle sue certezze dopo la fallimentare esperienza al Milan. Ma il processo con cui sta provando a plasmare il Torino sta richiedendo più tempo del dovuto. Dopo sette giornate di campionato, infatti, i granata hanno appena cinque punti, frutto di una vittoria e due pareggi. E quattro di questi punti sono arrivati negli ultimi due turni, grazie alla vittoria sul Genoa e allo 0-0 casalingo col Crotone.

NUMERI – Per spiegare il tribolato avvio di stagione del Torino, in attesa del match con l’Inter, possiamo appellarci ad alcuni semplici numeri. Che in parte sorprendono, ma anche spiegano perché Marco Giampaolo stia facendo così fatica. I granata hanno messo a segno infatti dodici reti, bottino di tutto rispetto. Il trascinatore è ovviamente Andrea Belotti, capitano e leader della squadra. La punta ha sei reti all’attivo in sette presenze: una media straordinaria, ma che nasconde sotto il tappeto problemi già noti. Infatti il 50% dei gol granata viene dai suoi piedi (e anche dalla testa), sintomo che le alternative a lui sono davvero latenti. Il secondo marcatore, Sasa Lukic a quota tre, è peraltro indisponibile per Inter-Torino. Ma il vero problema in difesa: la solidità del passato non c’è più, già sedici i gol subiti. Peggio solo il Benevento (a quota venti), che però ha un punto in più.

SEGNALI – E la fragilità difensiva diventa un segnale d’allarme preoccupante se si osserva come sono arrivati certi risultati. Il Torino ha infatti perso una quantità sanguinosa di punti per disattenzione, e per debolezza psicologica. Giampaolo non sembra (ancora) in grado di trasmettere ai suoi la necessaria forza mentale per controllare e chiudere le partite. Lo si è visto a Cagliari, dove è arrivata una sconfitta per 2-3 con numerosi errori dietro. Ma soprattutto questa fragilità emerge contro Sassuolo e Lazio. Contro i neroverdi i granata conducevano per 1-3 a Reggio Emilia, e hanno finito per pareggiare 3-3 con due reti prese in due minuti. Contro i biancocelesti, invece, è andata addirittura peggio: il Torino era sul 3-2 in pieno recupero, e ha invece poi perso 3-4. Ed è su questa fragilità che l’Inter dovrà puntare per scardinare velocemente le deboli resistenze del Torino.

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