Sensi può ridare un’opzione in più all’Inter di Conte. C’entra pure il modulo

Sensi

Sensi è il centrocampista che manca all’Inter di Conte in maniera continua praticamente da un anno. Eppure il suo rientro a pieno regime potrebbe risolvere parte dell’equivoco tattico della squadra nerazzurra. Anche solo come alternativa dalla panchina

RITORNO AL PASSATO – Il recupero di Stefano Sensi procede. Anche se solo nelle prossime ore Antonio Conte saprà se il centrocampista classe ’95 sarà già a disposizione contro il Torino. Difficile, ma possibile. Altrimenti l’obiettivo diventerà la panchina contro il Real Madrid. Il rientro di Sensi darà un’opzione in più alla squadra nerazzurra, in particolare dal punto di vista tattico. La mezzala di raccordo tra i reparti manca. E in quel caso si potrebbe tornare in maniera più “naturale” al 3-5-2 visto fino a poco tempo fa. In attesa di riavere Marcelo Brozovic a disposizione, la domanda è su chi agirà in posizione centrale: Arturo Vidal o Nicolò Barella? A sensazione, il cileno.

EQUIVOCO TATTICO – Il 3-5-2 con Sensi in campo non è altro che il sistema di gioco su cui Conte ha lavorato per un anno intero. Escluso il periodo in cui si è trasformato in 3-4-1-2, modulo in cui il “trequartista” non è altro che la mezzala di raccordo tra i reparti. In parole povere: Sensi. O Christian Eriksen, qualora venisse schierato. Il 3-4-1-2 visto recentemente, con Barella schierato alto, è un’evoluzione che non vede Sensi (né Eriksen) impiegato. Ecco perché è interessante vedere cosa deciderà di fare Conte in seguito al recupero del numero 12. L’Inter ha fatto vedere le sue cose migliori con il 3-5-2 (che può diventare 3-4-1-2 a partita in corso). Lo sa Conte. E pure Sensi.

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