La “Gazzetta dello Sport” scrive che in casa Inter è evidente il lavoro psicologico di Pioli. Ora il gruppo ha un’altra mentalità, tutti si sentono utili, e l’esempio migliore è Eder.
MENTALITA’ – Uno degli aspetti meno statistici e più tangibili annusando l’aria di Appiano è l’entusiasmo generale che aleggia nello spogliatoio nerazzurro. Un dato non confutabile con i numeri, ma evidente guardando l’impegno e la voglia che tutti i giocatori ci mettono in ogni allenamento e in ogni gara. Anche quelli che giocano meno. Un grande risultato prodotto dal lavoro psicologico di Pioli.
EDER EMBLEMA – Il caso più eclatante è quello di Eder che nelle gerarchie parte alle spalle di Icardi, Perisic, Candreva, Joao Mario e Banega. Il nazionale si sta trasformando in una specie di dodicesimo uomo che Pioli utilizza per dare più sostanza intorno a Mauro Icardi. Il muso lungo che accompagnava l’italobrasiliano nei primi mesi di Inter è sparito: ora si sente importante e sa di poter tornare utile.
CONTA IL GRUPPO – Pioli insomma, sottolinea la “Gazzetta dello Sport”, è riuscito a inculcare nei suoi la mentalità di gruppo. Il bene collettivo anticipa quello individuale an che se si gioca poco. È la chiave di tutto. Eder ne è la prova.
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