Inter-Bologna: J. Mario illumina, 4 verità! Gabigol va decriptato L’Inter non si ferma più e, dopo aver vinto le ultime cinque partite di campionato (più una in Europa League), arriva la settima prestazione consecutiva condita dal bottino pieno: a decidere la sfida contro il Bologna è Candreva, che al 99′ regala i quarti di finale di TIM Cup alla squadra di Pioli. Turnover limitato, un paio di spunti interessanti su cui ragionare FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto dal tecnico nerazzu

Inter-Bologna: J. Mario illumina, 4 verità! Gabigol va decriptato L’Inter non si ferma più e, dopo aver vinto le ultime cinque partite di campionato (più una in Europa League), arriva la settima prestazione consecutiva condita dal bottino pieno: a decidere la sfida contro il Bologna è Candreva, che al 99′ regala i quarti di finale di TIM Cup alla squadra di Pioli. Turnover limitato, un paio di spunti interessanti su cui ragionare FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto dal tecnico nerazzurro per affrontare il Bologna: Carrizo; D’Ambrosio, Medel, Murillo, Ansaldi; Gagliardini, Kondogbia; “Gabigol” Barbosa, Joao Mario, Eder; Palacio. MODULO – Ormai va sul sicuro Pioli, che continua a schierare l’Inter con il 4-2-3-1 nonostante una parvenza di turnover in più ruoli. Torna Medel nel ruolo di difensore centrale, confermata la linea mediana Gagliardini-Kondogbia, ma la vera novità è l’utilizzo dal primo minuto di “Gabigol” Barbosa come ala destra sulla trequarti. PRIMO TEMPO – Le scelte di Pioli appaiono subito azzeccate perché Medel da centrale difensivo è un muro – sempre in anticipo, preciso e pulito -, mentre la voglia di fare di Gabigol permette all’Inter di avere qualche spunto offensivo in velocità, in una partita inizialmente piatta. Non si notano grandi giocate a esclusione dei movimenti di Joao Mario, l’unico ad avere una marcia in più. Al 33′ la rovesciata-capolavoro di Murillo su calcio d’angolo battuto da Joao Mario porta in vantaggio l’Inter. Al 39′ splendida triangolazione tra Palacio e Joao Mario, che è preciso nel mandare in porta l’argentino: raddoppia Palacio, bella Inter. Al 43′ Kondogbia con una deviazione scellerata aiuta Dzemaili a far gol: il Bologna torna in corsa. Il primo tempo termina 2-1: non una bella partita, nel finale la concretezza (del 2-0) si trasforma in spreco (2-1 regalato). SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Inter ritrova la fiducia in tutti i suoi singoli, che iniziano a giocare con più sicurezza e qualità: si intravedono le prime vere trame offensive nerazzurre, anche se è lampante la mancanza di freddezza sotto porta sia da parte delle punte sia dei centrocampisti offensivi. Rispetto alla prima frazione, l’Inter soffre molto di più le offensive del Bologna, soprattutto sulle fasce. Al 71′ doppio cambio per l’Inter: fuori Gabigol e Palacio, dentro Candreva e Icardi. Non cambia nulla a livello tattico dal momento che i due neo entrati si piazzano rispettivamente largo a destra e in area di rigore nel 4-2-3-1 di Pioli. Al 73′ arriva il pareggio del Bologna con Donsah, letale di testa nell’anticipare tutta la difesa dell’Inter su splendido cross di Mounier dalla sinistra, Carrizo rimane di stucco. Nonostante il successivo assedio dell’Inter, il gol-vittoria non arriva: troppe imprecisioni. Il secondo tempo termina 2-2: l’Inter sciupa il doppio vantaggio, si va ai supplementari. TEMPI SUPPLEMENTARI – Non cambia nulla in apertura di extra time e l’Inter inizia a pagare la stanchezza, messa a dura prova dalla velocità del Bologna in attacco. Al 93′ terzo e ultimo cambio per Pioli: fuori Eder, dentro Brozovic. Il croato si piazza largo a sinistra in un 4-2-3-1 sempre più dinamico. Al 109′ l’Inter torna in vantaggio grazie al gol di Candreva, bravo (nel movimento) e fortunato (nella deviazione) a sfruttare un suggerimento di Icardi dopo un’ottima azione sull’out destro. Nel finale l’Inter gestisce bene la palla e non rischia praticamente mai di essere raggiunta nuovamente sul pareggio. La partita termina 3-2: la mezz’ora aggiuntiva è il prezzo da pagare per non aver chiuso nei 90′ una partita ampiamente dominata. PROTAGONISTA – Il gol di Murillo da solo vale il prezzo del biglietto e la prestazione di Gagliardini andrebbe approfondita nuovamente dopo il debutto di sabato, però osservando il particolare è un altro giocatore a essere finito sotto i riflettori per la prestazione offerta: Joao Mario. Il centrocampista portoghese è l’unico titolare – teorico – nel quartetto offensivo e la classe non è di certo acqua: a parte i due assist tramutati in gol da Murillo (calcio d’angolo) e Palacio (triangolazione), sono i movimenti di Joao Mario a rendere tutto così esaltante. Si sposta sempre nella zona in cui il passaggio può essere recepito con più facilità, smarcandosi e andando incontro ai compagni se serve: il numero 6 dell’Inter non dà mai punti di riferimento agli avversari, ma per gli altri nerazzurri è il primo riferimento da seguire. Lancia e si fa lanciare, manda in porta e si fa mandare, pecca solo nella conclusione: dovesse migliorare questo aspetto, diventerebbe un centrocampista totale dal gol facile. COMMENTO – Gli ottavi di TIM Cup hanno sempre poco da dire, soprattutto se alla fine passi il turno: se vinci bene, se vinci facendo turnover meglio. Pioli sceglie la via di mezzo: vince senza sfruttare al meglio il turnover, anzi soffrendo più del previsto, ma meritatamente. Oltre al già citato ruolo di Joao Mario, elemento imprescindibile per un centrocampo di qualità, sono quattro gli spunti offerti da Inter-Bologna nel suo complesso, due pro e due contro: da una parte Medel difensore e Gagliardini tuttofare in mezzo al campo; dall’altra i terzini inconcludenti e Gabigol da decriptare. Per quanto riguarda Medel ormai c’è poco da dire, bravo Pioli. Idem Gagliardini, che deve dimostrare ancora molto, però finora porta a casa un “due su due”. Sui terzini la questione è chiara da tempo, i limiti sono evidenti: almeno un regalo dal mercato entro fine gennaio? Infine, l’oggetto misterioso Gabigol: il brasiliano gioca una partita di sacrificio e anche qualità, sbagliando poco e mostrando tutto sommato solo un paio di blackout dovuti alla voglia di strafare. Debutto a San Siro appena sufficiente, niente di strabiliante. Un talento simile, però, andrebbe utilizzato al meglio: cosa vuole Pioli da Gabigol? Non può chiedergli il lavoro chiesto e fatto – tra l’altro non sempre troppo bene – da Candreva a destra né quello di Joao Mario (o Banega) in mezzo, quindi bisognerebbe trovargli un ruolo ideale oppure cucirgli un modulo apposito per sfruttare le sue caratteristiche. Prima di capire cosa può dare Gabigol a questa Inter, iniziamo a capire dove può darlo: sulla fascia destra, al centro o su quella sinistra? Sulla trequarti o leggermente più avanzato a ridosso del centravanti? Sfruttare le principali caratteristiche di Gabigol (velocità, rapidità, accelerazione, saltare l’uomo) può dare a Pioli l’uomo in più dalla panchina, ma se ti chiami Gabigol… un gol dei farlo o almeno farlo fare, non puoi essere limitato a fare la fase di ripiego senza palla e aspettare la sovrapposizione del terzino per accentrarti con la palla. Comunque, finché si vince, va benissimo così: bravo Pioli, adesso l’ottava di fila! Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2iFpwI0 from Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/2jww2Fd
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