Nedved e Zanetti: rivali ancora, ma dietro la scrivania – GdS

Collage Nedved Zanetti

Javier Zanetti e Pavel Nedved: una rivalità che continua dietro le scrivanie dei piani alti di Inter e Juventus. Dopo le loro indimenticabili sfide in campo, i due si “affrontano” oggi come vice presidenti delle due società, scalando sempre posizioni.

AVVERSARI SINCERI – «Una volta Nedved l’ha ammesso senza rimpianti: “È stato l’avversario più fastidioso per me”. Zanetti, ovvio, perché in campo certe galoppate erano uno spettacolo nello spettacolo. A un primo sguardo distratto sembrerebbero diversissimi e, invece, sono fatti di pasta uguale: “Aveva il mio stesso dna, instancabile, sempre concentrato. È stato difficile confrontarmi e prevalere su di lui. E lui dice lo stesso di me…”, aveva aggiunto la Furia Ceca parlando del Tractor argentino. Rivalità, certo, spesso polemiche, ma anche rispetto e ammirazione sincera. E la cocciutaggine condivisa per andare oltre all’illusione del talento: Nedved, maniaco di ripetute e incubo dei magazzinieri, tirava per circa un’ora di destro e di sinistro quando gli altri erano sotto la doccia; Zanetti si è vantato di essersi allenato perfino nel giorno del suo matrimonio. E pare che l’abitudine alla fatica continui quotidianamente nella loro nuova vita».

PER POCO NON CHIUSERO INSIEME – Il ceco è sbarcato in ritardo di un anno rispetto all’argentino: nel ‘96 alla Lazio, poi la love story con la Juventus. Era in campo, ma non vestito di bianconero, in uno di quegli eventi rari come una cometa: nella finale di Coppa Uefa 1997 Zanetti segnò uno dei 12 gol del suo ventennio nerazzurro 1995-2014. Pavel avrà più piacere a ricordare il 2 marzo 2003: nel 3-0 bianconero al Delle Alpi, prima fece segno alla panchina di voler uscire per una botta, poi restò in campo e beffò Toldo da venti metri, un classico della casa. Solo uno dei 4 gol del ceco davanti a Zanetti (due in maglia biancoceleste). Ed è cosa nota anche lo sliding doors dell’estate 2009: Mourinho voleva il bianconero nella stagione che lo avrebbe portato al Triplete, Raiola tesseva la tela, ma Nedved declinò gentilmente e decise di smettere. Sì, lo scapigliato e il pettinato, il biondo e il castano, avrebbero potuto girare ad alta frequenza nello stesso motore.

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