Lunga analisi di Paolo Condò su Sky Sport 24 riguardo il crollo subito dall’Inter nell’ultimo mese, causato dal suo punto di vista anche e sopratutto da un gruppo di dirigenti che non riesce a supportare adeguatamente i vari allenatori.
TRACOLLO – «E’ una squadra che dopo il 7-1 all’Atalanta, che ne aveva certificato la grandezza, è sparita; letteralmente sparita. E’ stata raggiunta a Torino e probabilmente quel risultato ha avuto un effetto psicologico ed da lì in poi c’è stata una serie di disastri. La cosa impressionante di ieri è la percentuale di realizzazione e di tiri nello specchio per tutte e due è stata doppia rispetto alla media stagionale di entrambe le squadre, il che significa che gli attaccanti non hanno trovato opposizione, le difese non facevano nulla. Inter da Europa League? Secondo me la classifica rispecchia i meriti, la rosa è una delle migliori del campionato ma non meritano l’Europa League. Oggi l’Inter deve sperare nelle non vittorie di Lazio e Milan che però sarebbero quasi miracolose».
PIOLI – «Pioli non riconosce più la squadra che aveva fatto bene nei suoi primi mesi, quando aveva avuto un rendimento da alta classifica. Non è la prima volta che succede, io Piolo lo colpevolizzo per ultimo perché questo gruppo sta continuando a mangiare allenatori, c’è qualcosa dentro questo gruppo di giocatori e ci metto anche i dirigenti che non riescono a difendere e sostenere l’allenatore difronte alla squadra e quindi nel momento in cui arriva il risultato che improvvisamente dà un colpo di piccone al capitale di autostima che eri riuscito a crearti non c’è un freno che deve essere sempre rappresentato da 3-4 uomini in grado di prendere per le orecchie i compagni. Ieri hanno subito il 2-2 e si sono trovati 5-2 in un amen, non è possibile».
MIRANDA – «La prestazione di Miranda, non soltanto di ieri, è sotto rispetto alla scorsa stagione. Quando arrivò si esulto perché insieme a Godin formava una delle coppie più forti al mondo ma Miranda è arrivato perché l’Atletico aveva deciso di promuovere titolare Gimenez al suo posto e alla fine la sensazione è che il leader di quella difesa non era lui ma Godin perché Miranda lo scorso anno ha fatto bene anche nel sostenere Murillo ma quest’anno non si è ripetuto a quei livelli e questo apre a dei problemi perché sembrava l’unico sul quale si potesse fare affidamento. Non ha dimostrato tanta leadership. Dietro dovranno intervenire in maniera più pesante rispetto a quella che speravi di dover fare».
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