Mario Sconcerti – giornalista del “Corriere della Sera” e storico opinionista sportivo -, ospite negli studi di “Novantesimo Minuto” su Rai 2, torna a parlare dell’Inter sia in ottica qualificazione in Europa League sia in vista della prossima stagione
IL CALO DELL’INTER – L’analisi di Mario Sconcerti parte ben prima del 5-4 di Firenze: «L’organizzazione dell’Inter è saltata nel periodo migliore, dopo il 7-1 all’Atalanta, cioè nel momento di massima sicurezza, forse è stato proprio questo il problema: i nerazzurri hanno mollato a livello di squadra, anche se è corretto non dare tutte le colpe a Stefano Pioli, che guida giocatori che sono anche uomini che devono sapersi disciplinare da soli, pure in campo. E’ tutta l’Inter a essere franata: è qualcosa di inadatto a formare una squadra, dispiace perché sono stati spesi molti soldi e sono sette anni – dall’ultima stagione di José Mourinho – che l’Inter manca a una classifica degna di lei e non si sa ancora da dove ricominciare. Tra le squadre ancora in corsa per l’Europa l’Inter continua a essere la più forte come qualità di singoli, cioè come somma di qualità, ma dal punto di vista tecnico è vicina a Milan e Fiorentina per il sesto posto, mentre Lazio e Atalanta sono ormai in Europa League».
SERVE UN ALLENATORE NAVIGATO – «Una delle caratteristiche dell’Inter è stata sempre quella di pretendere allenatori con il cosiddetto “fisico di ruolo”, carismatici e con un passato importante alle spalle: Pioli non lo è completamente. Era condannato a vincere e soprattutto a trovare una soluzione a questa Inter, ma tutto ciò è mancato. L’Inter è settima e ha un’attenzione mediatica che non merita: ciò è dovuto al proprio bacino d’utenza, non alla realtà tecnica. Lo stesso vale per il Milan. L’Inter e il Milan oggi sono due cineserie diverse: conosciamo il patrimonio e gli investimenti del Suning Group, che è inseguibile per il Milan, dato che in quel caso si parla di un fondo sconosciuto…».
TRE NOMI PER L’ATTACCO – «Mauro Icardi è un giocatore che segna ed è una cosa molto importante, ma non aiuta la squadra: è un centravanti che quasi prescinde da essa. Quando segna 25-30 gol, come farà quest’anno, è molto importante per l’Inter, ma continua a non bastare. Domenico Berardi è molto vicino a essere un giocatore fatto. Sicuramente è un ragazzo particolare, il rifiuto alla Juventus della scorsa estate fa capire che sia un po’ particolare: la normalità porta a dire di sì alla Juventus! Berardi va bene, benissimo, ma non è da lì che parte la ricostruzione: è un’aggiunta a una grossa Inter. Il travaglio deve partire da giocatori importanti in mezzo al campo. Offerta dell’Inter per Patrik Schick? Pare di sì, ma c’è anche concorrenza in Premier League. Potrebbe restare alla Sampdoria per crescere ulteriormente».
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