Criscitiello: “Inter, uno alla Monchi. I giocatori esonerano Pioli”

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Duro attacco alla società Inter da parte di Michele Criscitiello. Il giornalista di Sportitalia, nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”, ha criticato in maniera decisa tutte le figure dirigenziali e non ha risparmiato accuse sia per lo staff tecnico sia per i giocatori.

CLUB ALLO SBANDO – “Se volessero farlo apposta non ci riuscirebbero. I calciatori dell’Inter hanno gettato la croce su Stefano Pioli togliendo dall’imbarazzo i dirigenti dalla difficile decisione se confermare o meno l’allenatore per la prossima stagione. Con un finale così osceno hanno esonerato Pioli ma soprattutto hanno spazzato via sei mesi di ottimo lavoro. Dopo Torino, l’Inter si è persa e si è auto-eliminata. Bastava davvero poco per chiudere con dignità, invece, i nerazzurri stanno chiudendo come hanno iniziato. In mezzo un ottimo lavoro di Pioli che non basta quando hai singoli calciatori forti ma che insieme sono assortiti male e una società adatta, con tutto il rispetto, a una Sampdoria o un Bologna. Entriamo nel dettaglio: prima cosa da fare per il futuro è portare serenità e chiarezza nel club con il rispetto dei ruoli e cancellare alcune figure inutili o ingombranti. L’Inter non ha bisogno di un procuratore che si travesta da direttore sportivo. I procuratori vanno usati, non vanno subiti. Una società come Suning non ha bisogno di affidarsi a un agente per fare mercato e soprattutto non ha bisogno di fare in modo che il calciatore sia sempre assistito dallo stesso agente prima di chiudere l’operazione. Una potenza internazionale come Suning non può fare questi giochini all’italiana che nel nostro paese sono appartenuti o appartengono ad altri club”.

RICOSTRUZIONE DA ZERO – “Primo punto: liberarsi di Kia Joorabchian. Secondo punto, cruciale. Prendere un direttore sportivo alla Monchi, con capacità e conoscenza internazionale ma allo stesso tempo un direttore di polso che si faccia rispettare con stampa, squadra e allenatore. Il rinnovo di Piero Ausilio lascia qualche dubbio, perché se è vero che stiamo parlando di un ottimo dirigente è anche vero che il progetto dell’Inter non può dipendere dal solo Ausilio che, finora, ha dimostrato di pagare troppo alcuni calciatori normali o, persino, mediocri. Serve un vero direttore generale. Anche qui, massimo rispetto per Giovanni Gardini ma ognuno di noi ha la sua storia. Gardini non è da top club internazionale e la sua dimensione, lo dice il curriculum, è Treviso e Verona. Non serve l’uomo bandiera. Mi correggo: servirebbe solo se con capacità dirigenziali. Javier Zanetti, icona di una grande Inter e uomo perbene, a questa Inter non serve a nulla. L’uomo immagine non serve, al massimo potrà fare da ambasciatore ma per gestire un club servono requisiti specifici. Per chiudere il discorso dell’Inter la sintesi è elementare: la società ormai è una potenza e da potenza va gestita. Serve un allenatore, italiano, con esperienza internazionale. Serve un direttore sportivo che sia la guida di Ausilio. No Walter Sabatini per favore, ha già fatto tanti danni a Roma. Serve un direttore generale e, se non si trova, va abolita la figura della bandiera. Pavel Nedvěd alla Juventus influisce, Zanetti all’Inter guarda inerme. Bandiere che non sventolano sono solo ingombranti e inutili. Meglio metterle in soffitta”.

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