Biasin: “Inter, Pioli salvo e discusso. Lui e de Boer vanno difesi” Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” Fabrizio Biasin dedica gran parte del blocco sull’Inter alla questione allenatore, con Stefano Pioli pubblicamente confermato dalla società nel comunicato ufficiale di ieri pomeriggio ma a rischio sostit uzione a breve. Secondo lui però né l’attuale tecnico né il precedente Frank de Boer sarebbero i princi pali responsabili di una stagione fallimentare. RESPONSABILI SBAGLIATI – “È uscito i

Biasin: “Inter, Pioli salvo e discusso. Lui e de Boer vanno difesi” Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” Fabrizio Biasin dedica gran parte del blocco sull’Inter alla questione allenatore, con Stefano Pioli pubblicamente confermato dalla società nel comunicato ufficiale di ieri pomeriggio ma a rischio sostituzione a breve. Secondo lui però né l’attuale tecnico né il precedente Frank de Boer sarebbero i principali responsabili di una stagione fallimentare. RESPONSABILI SBAGLIATI – “È uscito il comunicato dell’Inter: sono tutti in castigo. Per carità, le torture cinesi erano altra cosa, ma è anche vero che si attendeva un segnale della società e il segnale è arrivato. Ritiro punitivo fino alla partita contro il Napoli, fiducia a Stefano Pioli, palpabile incazzatura nei confronti dei giocatori. «Sono solo parole», cantava la rossa Noemi. Aveva ragione, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Quelli che ‘che comunicato del cavolo, non servirà a nulla’ sono gli stessi che ‘la società non dice niente, che inetti’. Li chiameremo eterni arrabbiati. Hanno le loro ragioni, è evidente, ma occhio a mettere tutti sullo stesso piano. C’è chi dopo lo schifo di Firenze è riuscito a definire colpevole perfino Mauro Icardi, perché ‘è vero, ha segnato tre gol, ma non gliene frega niente’. Motivazioni importanti e fondate, insomma. La moglie ha sbagliato a twittare? Certamente sì, ma in campo non ci vanno i procuratori. In campo vanno i giocatori e se tutti avessero non solo le qualità, ma anche la voglia e l’abnegazione del capitano nerazzurro, forse, certe figure assumerebbero contorni meno fantozziani”. PANCHINA ROVENTE – “E poi c’è Pioli, salvato nel comunicato ufficiale ma comunque in doverosa discussione. Il tecnico emiliano conserverà la cadrega? Probabilmente no o magari sì: non è questo il punto. Il punto è che in troppi stanno perdendo la dimensione delle cose. Il massacro mediatico subito dal tecnico si somma alla rabbia di gran parte dei tifosi. Molti dicono cose certamente condivisibili (‘di fronte al sì di Antonio Conte o Diego Pablo Simeone sarebbe giusto cambiare guida tecnica’) altri (anche tra i colleghi) si limitano all’insulto, alla cattiveria gratuita (‘è un provinciale’, ‘non è capace’, ‘sbaglia le formazioni’). La gran parte di questi ultimi sono intimamente convinti che al posto di Pioli, loro, farebbero certamente meglio, ma allora non si capisce perché, invece, siano costretti ad altri lavori mediamente noiosi, tipo il giornalista o altro. I beninformati ci raccontano che Pioli dopo la figura di palta della sua squadra al Franchi avrebbe offerto le dimissioni, poi respinte dalla società. Sarà andata così per davvero? Si è trattato di una provocazione o l’atto di un tecnico che non vuole restare al dispetto dei santi? Non lo sappiamo, però sappiamo quali sarebbero le conseguenze di una cacciata del tecnico senza ulteriori prese di posizione: ben presto tornerebbe a trionfare l’anarchia”. NIENTE ACCUSE – “Molti mi chiedono ‘perché difendi Pioli? Hai interessi di qualche genere figlio di mignottaccia?’. Che ci crediate o meno, vi dico che no, non ne ho. E non ne avevo neanche ai tempi di Frank de Boer, quello che all’epoca in molti accusavano perché non sa neanche l’italiano e ora rimpiangono perché andava difeso. Già, andava difeso. Ecco, l’olandese e l’emiliano andavano e vanno difesi non perché siano i tecnici più bravi al mondo – ci mancherebbe – ma perché 1) Hanno dimostrato di essere persone serie (e non è poco). 2) Non sono loro il problema, o comunque non quello principale. Cambiare tanto per (dopo Conte, Simeone, Maurizio Sarri e Leonardo Jardim oggi è il turno di Luciano Spalletti) significa riconsegnarsi nelle mani del destino già scritto: al primo inciampo, trovato il colpevole. Questo significa che Pioli deve restare a tutti i costi o che il comunicato dei nerazzurri racconti tutta ma proprio tutta la verità? No, ovvio. Pioli ha ridotto di molto le speranze di conferma, ma non prendete come oro colato le parole di chi spaccia certezze (‘arriva Simeone, ma Conte è sullo sfondo, e Jardim dipende da come va la Champions, ma Spalletti è caldo e Sarri ha rotto con Aurelio De Laurentiis quindi…’) perché in questo momento servono solo ad aumentare la confusione. E davvero non se ne sente il bisogno”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2oZKhoe from Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/2oqcyFP
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