Il differente trattamento mediatico tra Pioli e de Boer all’Inter L’esperienza di de Boer sulla panchina dell’Inter ha diffuso una convinzione: all’Inter serviva un tecnico in primo luogo italiano per risollevarsi e tornare a fare risultati in linea con le aspettative. A qualche mese di distanza nessuno dice che Pioli è la dimostrazione che la nazionalità non è abbastanza ERRORI DA STRANIERO – Quando l’Inter ha esonerato Frank de Boer tutta l’opinione pubblica concordava su un punto in particolare: uno dei motivi del fallimento dell’olandese, forse persino il principale, era la sua scarsa conoscenza del campionato italiano. Non conoscendo la Serie A in generale de Boer si focalizzava su un calcio inadatto all’ambiente e non conoscendo nello specifico gli avversari non sapeva preparare le partite, cadendo facilmente nei tranelli orditi dai preparati (e italiani) tecnici avversari. Una colpa “originaria” che a valanga faceva crollare tutto il suo lavoro. Stefano Pioli, tecnico italiano con quasi 15 anni di esperienza, sembrava la risposta più semplice a tutti questi quesiti, e per un certo periodo la pezza ha anche retto. Poi è arrivato l’ultimo mese a travolgere Pioli e tutta l’Inter. DIFFERENZE (MEDIATICHE) – Il fatto più curioso è appunto la differenza di trattamento subito dai due allenatori da parte dei media e dell’opinione generale nel momento in cui i risultati sono venuti a mancare. De Boer ha sicuramente commesso errori e dimostrato limiti, ma le critiche mosse nei suoi confronti sono state molto diverse rispetto a quelle che oggi si leggono verso Pioli. Eppure il tecnico di Parma, all’improvviso, ha mostrato errori e limiti del tutto simili, aggravati dal fatto che, come si diceva, lui dovrebbe conoscere per bene la realtà italiana nel suo complesso. Per intenderci, non ci sono stati titoli in prima pagina che storpiavano il suo cognome. ERRORI NON DA ITALIANO – Da Torino in poi infatti il tecnico ha commesso chiari errori sia nella preparazione che nella gestione di ogni gara che al suo collega olandese non sarebbero stati perdonati facilmente. Tra Sampdoria, Crotone, Milan e Fiorentina, sia nella scelta dei titolari che a partita in corso, le scelte di Pioli hanno suscitato varie perplessità. Spesso sono sembrate tanto azzardate da essere casuali, immotivate e improvvisate. Di sicuro non hanno fruttato in termini di punti, e l’Inter progressivamente è apparsa sempre più abbandonata all’autogestione. Il rocambolesco 5-4 contro la Fiorentina è stato il punto più basso: i nerazzurri sembravano non avere alcuna impostazione tattica, nessuno studio degli avversari, nessuna idea specifica né su come difendersi al meglio né su come attaccare con profitto. Ma Pioli è italiano, quindi difficile accusarlo di non conoscere l’ambiente della Serie A, e forse proprio grazie a questo va sottolineata una certa indulgenza. Le critiche ci sono state, ma decisamente più velate e tenere nello specifico delle responsabilità dell’allenatore. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2p3ilAc from Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/2oKJEN6
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