Inter tra ombre e pezzenti: la girandola di chi brancola nel buio

Sabatini Spalletti

La strategia di comunicazione dell’Inter con l’arrivo di Walter Sabatini è chiaramente cambiata: poche interviste, nessuna indiscrezione sulle trattative di mercato e dunque i giornali sportivi brancolano nel buio. Ed è così che parte la solita girandola fatta di fantomatiche ombre che aleggiano attorno a Luciano Spalletti ancor prima che inizi la sua avventura nerazzurra, di profili di mercato risalenti a due anni fa e strategie fatte di botte e risposte

USATO SICURO – L’Inter è una saracinesca: nessuno parla, nessuno sa quali e quanti profili di mercato stia seguendo il club nerazzurro e dunque i giornalisti sportivi non possono che vivere di supposizioni (perché qualcosa dovranno pur scrivere e dire). Ed è così che inizia la campagna mediatica fondata su profili di mercato seguiti al massimo due anni fa, perché se notizie fresche non si hanno si va sempre sull’usato sicuro. Oppure spuntano fuori pericolose ombre alle spalle di Luciano Spalletti che, nemmeno il tempo di presentarsi alla stampa, deve già fare i conti con la concorrenza di Fabio Capello, anch’esso appena accasatosi allo Jiangsu Suning. E poi c’è sempre il grande classico, quell’intramontabile tormentone dell’”Inter troppo straniera” che da anni ci fa compagnia. Non sono bastati gli acquisti di Danilo D’Ambrosio, Antonio Candreva, Roberto Gagliardini e il forte interessamento a Domenico Berardi e Federico Bernardeschi per chetare le accuse di esterofilia dilagante. Addirittura c’è anche chi critica la Primavera di Stefano Vecchi fresca Campione d’Italia per lo stesso motivo.

INGREDIENTI FONDAMENTALI – Ma non è tutto vecchio quello che viene sponsorizzato nelle ultime ore, c’è pur sempre una novità: il mercato da botta e risposta con il Milan. Eh sì, perché Inter e Milan essendo “imparentate” devono per forza viaggiare in tandem, a maggior ragione se si hanno due proprietà cinesi: e quindi il signor Jindong Zhang diventa tutto d’un tratto un pezzente venditore di lavatrici, mentre dall’altra parte del Naviglio si costruiscono ponti d’oro, mari d’oro, strade d’oro. Poco importa che nerazzurri e rossoneri abbiano esigenze differenti: il Milan ha l’esigenza di rifondare anche per presentarsi pronto al preliminare di Europa League, l’Inter invece ha innanzitutto l’esigenza di vendere per le famose questioni legate al Fai Play Finanziario dopodiché partirà con la campagna di rafforzamento. Una campagna che non deve necessariamente portare ad una rivoluzione, perché la qualità in rosa c’è seppur non abbia reso quest’anno e adesso tocca a mister Spalletti ristabilire l’ordine per far fruttare gli investimenti fatti finora. Sicuramente il reparto difensivo è quello su cui bisogna investire di più e andando più nel dettaglio bisogna aggiungere all’attuale rosa esperienza di un certo livello, tagliando quei rami secchi che nella passata stagione non hanno fatto altro che remare contro. E poi, cosa da non sottovalutare, serve stabilità societaria abbinata a progetto chiaro e unità d’intenti. Sono questi gli ingredienti fondamentali dai quali ripartire.

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