Spalletti: “Inter in lotta CL per merito, psicologicamente al top! Con l’EL…”

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Luciano Spalletti ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Inter della 38a giornata, ultima partita della stagione in programma domani sera. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Da dove nasce la tua convinzione di andare in Champions?
Nasce dal fatto che già da inizio anno noi puntavamo a questa situazione, chiaro che la Lazio ha il vantaggio pratico dei due risultati, ma noi abbiamo la partita davanti: ci siamo noi, ci sono loro e l’obiettivo a portata di mano, a bordo campo.

L’Inter merita la Champions più della Lazio e ha il vantaggio dell’unico risultato?
Ho letto la differenza sui meriti di chi ha fatto meglio o peggio: cosa dice chi merita di più? I pali presi? Il gioco espresso? Chi lo dice non ha visto la partita e ha scarsa conoscenza di quel che dice. In tante partite l’Inter ha portato a casa meno punti di quello che meritava. Non è una partita di play-off in cui noi siamo arrivati tre punti dietro e quindi hanno meritato più loro, c’è ancora una partita da disputare: se vinciamo lo abbiamo meritato allo stesso modo. Vogliamo parlare di numeri? Loro hanno fatto tanti gol e all’inizio dicevate che noi eravamo fortunati perché gli altri prendevano i pali, ma noi abbiamo preso ventitré pali contro dieci: adesso non ne parlate più? Per la storia importante dell’Inter qualche avversario se l’è fatto… Questi ragazzi sono riusciti a reagire da un momento di difficoltà importante, hanno piegato con la loro forza di volontà quel momento lì e messo in carreggiata il campionato. Hanno detto che abbiamo perso l’occasione di andare in Champions dopo la sconfitta contro il Sassuolo, poi loro non hanno vinto e si è parlato di culo per noi! Se perdiamo noi buttiamo la situazione e se non vincono gli altri siamo fortunati: non va bene questo discorso. E’ sempre un discorso collettivo, generale, di quello che sono i numeri e i fatti accaduti in questo campionato e in quelli precedenti, se abbiamo lavorato in un certo modo, se ci meritiamo di arrivare qui oppure no. Va fatta un’analisi più profonda, un contesto che riguarda molte più cose: i miei calciatori se la sono meritata perché ho visto come hanno lavorato, soprattutto ho visto il loro amore, l’attaccamento dopo la sconfitta contro il Sassuolo, l’appartenenza. Per cui si va a giocarsela senza avere un minimo di difficoltà.

E’ un’occasione straordinaria per svoltare sette anni di Inter: cosa farai di diverso per evitare un calo?
Questa partita racconterà solo se il prossimo anno noi giocheremo in Champions oppure no: il lavoro rimane lì, quello che è stato fatto rimane, poi è chiaro che ci sarà una differenza notevole tra giocare la coppa più bella del mondo e giocare l’Europa League, ma quella si è guadagnata perché quest’anno non abbiamo partecipato. Si tirano le somme del campionato. Abbiamo lavorato nella maniera corretta, abbiamo la possibilità di fare i bilanci in settimana, domani sera dopo la partita ci sarà un grande entusiasmo o grande delusione, verrà condizionato il giudizio in base al risultato, però il lavoro è stato fatto: è lì, i miei calciatori hanno fatto vedere professionalità, serietà, rispetto, correttezza del ruolo di professionisti in cui sono guardati da tanti. Si sono sempre comportanti bene, anche in campo, perché lo abbiamo fatto vedere. Io, in base al loro comportamento, ho scelto domenica mattina dopo il Sassuolo di dire quello che penso di loro, non ho bisogno di aspettare il giorno dopo: l’ho detto prima, ho detto che mi sono trovato bene con loro, che ho appreso da loro, che hanno avuto un momento di difficoltà che poi hanno ribaltato. Siamo nelle condizioni di fare quei passi in avanti che ci mancano e completano per giocarci per un lungo periodo i risultati con le squadre più forti.

Temi che domani possa essere la tua ultima partita all’Inter?
Mi trovo benissimo in questa posizione nell’Inter. L’importanza di questo momento, la voglia di determinarlo, di essere in questa posizione e, in confronto a questo, la lunghezza del contratto è una barzelletta. E’ talmente bello, importante e carico di voglia quello che sto vivendo che del mio contratto ne potete fare ciò che volete…

In che posizione collochi Lazio-Inter tra le partite più importanti della tua carriera?
Al pari di tutte le altre: non c’è una partita, quando ci sono risultati così fondamentali per dare felicità a quei settantamila che sono stati sempre al nostro fianco e a tutti quelli a casa che ci sono sempre stati vicino, anche in Cina in tournée, è quello che diventa fondamentale per noi, soprattutto per me, dare gioia ai nostri tifosi, che si meritano veramente la riconferma in toto. Sono quelli veramente importanti e sono quelli che hanno più possibilità di emettere un giudizio sul nostro campionato. A lunghi tratti hanno apprezzato, sono venuti quasi sempre con un numero importante, significa che qualcosa di buono abbiamo fatto: dobbiamo rendere conto soprattutto a loro. E’ un partita come tante già giocate, che mi hanno fatto fare esperienza e conoscenze, che possono servire anche ad alcuni miei calciatori, che non hanno avuto tantissima possibilità di fare espereinza in questo contesto.

Che partita dobbiamo aspettarci domani?
L’importante sarebbe riuscire a vedere un’Inter aggressiva e in equilibrio sulle ripartenze avversarie, perché loro sono bravi soprattutto a far questo, cercando il dritto per dritto. Quando iniziamo a giocare aprendoci e prendendo campo, è più pericoloso da difendersi sulla perdita di palla perché loro sono bravissimi in verticale: con Immobile e Felipe Anderson sono fortissimi in velocità, attacco agli spazi, conduzione della palla e nell’uno contro uno. Dovremo fare molto attenzione a questo.

Si affrontano il miglior attacco contro la seconda miglior difesa: cosa conterà di più?
In partite come queste conta un po’ tutto: il carattere, la tranquillità di poter esibire la qualità che può fare la differenza, rimanere in partita in maniera equilibrata per lunghi tratti, avere la forza caratteriale e mentale di non lasciarsi condizionare da quello che viene detto e dai numeri. Conta quello che sei, quello che hai fatto vedere, e soprattutto nel finale di campionato abbiamo dimostrato di poterla giocare alla pari con la Lazio, senza le parole sui gol fatti e subiti, pali, rigori a favore e contro, non sono questi i numeri che vanno esibiti e via dicendo. Loro sono una squadra forte, lo hanno fatto vedere facendo un grande campionato, ma lo ha fatto anche il Napoli, che ora viene sminuito: è stata la squadra più forte quest’anno, vincendo lo scudetto e la coppa del manuale del calcio, ma li prendono in giro perché non hanno portato niente a casa, eppure hanno divertito anche me. La Lazio ha giocato partite di coppa importanti, meritava di andare avanti, noi siamo stati fortunati perché non avevamo le coppe? Quelli che non sanno la realtà parlano così perché parlano di cose che non conoscono. Con l’Europa League potevamo far vedere tutte le qualità di Dalbert e Karamoh, che avrebbero avuto più presenze ed essere più preparati. Le coppe danno alcune cose e te ne tolgono altre, dipende dalla composizione della rosa che hai e che fa la differenza. Loro sono fortissimi, hanno fatto una grande stagione, ma a noi non ha regalato niente nessuno: siamo nel contesto i cui ci siamo meritati di essere.

La proprietà vi ha chiesto qualcosa in particolare?
Jindong Zhang ci ha fatto un video che guarderemo tutti insieme, Steven è a contatto con noi e tutte le volte ci manifesta il suo affetto e l’amore per questi calciatori e per questi colori, poi mi ha chiesto di viverla senza pressioni perché – vale sia per me sia per la squadra – abbiamo fatto un buon lavoro, un buon campionato: ce l’ha voluto dire prima, come ho fatto io dopo la sconfitta contro il Sassuolo e prima del risultato di Crotone-Lazio. Dal punto di vista psicologico siamo al massimo, non c’è niente che possa darci qualcosa di più.

Tutto il gruppo crede al progetto Inter?
Come no, c’è la volontà, la consapevolezza che possiamo fare tante cose insieme e che abbiamo un’Inter che ha lavorato, lavora e vuol dare soddisfazioni al pubblico e togliersi soddisfazioni andando a vincere partite importanti, e in parte è già stato fatto. Non vedo nessuno – eccetto un momento o un calciatore che vive un qualcosa di particolare in quel momento lì e magari esterna alcune cose in allenamento – che vuole andare via dall’Inter: vogliono rimanere tutti perché l’Inter è una società forte.

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