
L’8 settembre 1965, quando l’Inter schierava un 11 quasi totalmente italiano, il mago Herrera e i suoi riscrivevano una pagina della storia del club nerazzurro. A San Siro, infatti, si gioca la finale di andata della Coppa Intercontinentale
LA SFIDA AMARCORD – Oggi è l’8 settembre, data importante che risale a tanto tempo fa, precisamente al 1965. San Siro ospita una partita di quelle che scaldano i cuori, la finale d’andata della Coppa Intercontinentale. L’Inter Campione d’Europa del Mago Helenio Herrera sfida per il secondo anno consecutivo i vincitori della Copa Libertadores, l’Independiente di Avellaneda (Argentina).
LA CORAZZATA DI HERRERA – L’allenatore nerazzurro vuole ripetere il trionfo del 1964, pertanto schiera la migliore squadra possibile. In porta ecco Giuliano Sarti, affamato dalla mancata partecipazione alla finale dell’anno prima; in difesa Tarcisio Burgnich e Giacinto Facchetti a scarpinare come terzini, il capitano Armando Picchi libero con Aristide Guarneri in retroguardia; sulla mediana Herrera schiera Gianfranco Bedin, Luis Suarez regista in mezzo al campo e sulle fasce corrono Jair e più decentrato Mario Corso; Sandro Mazzola gioca dietro la punta Joaquin Peirò. Si tratta della Grande Inter del Mago HH.
GLI AVVERSARI – L’allenatore dell’Independiente Manuel Giudice deve aver studiato estremamente bene il calcio di Herrera. Si presenta a Milano con la paura di perdere e schiera un’inedita formazione (3-5-2) imitando l’italico catenaccio. Catenaccio argentino versus contropiede italiano, è proprio una partita insolita per quei tempi! La formazione che schiera Giudice arriva da due titoli nazionali (nel 1960 e nel 1963). Le stelle del club di Avellaneda sono il centrocampista Raul Savoy e la punta Mario Rodriguez.
DOPPIETTA DI MAZZOLA – Ci pensa Peirò che con un rasoterra dal lato sinistro sblocca subito il match al 3’. Herrera e il resto dell’Inter non si adagiano all’1-0 iniziale, ma utilizzando il motore delle gambe di Suarez e Corso, innescano Mazzola. E’ di quest’ultimo il gol del raddoppio che arriva al 22’. La partita si chiuderà poi al 59’ con una spettacolare rovesciata di Mazzola che gela gli argentini sul punteggio di 3-0. Nel ritorno l’Inter salirà sul tetto del mondo, avendo ipotecato la vittoria qui. Oggi sono 53 anni da quella partita.
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