Inter, bentornata in Champions! Luce non sia accecante, ricordati chi sei

Inter Champions 2010

L’Inter oggi torna finalmente a calcare il palcoscenico della Champions League: i nerazzurri di Luciano Spalletti ospitano a San Siro alle ore 18.55 il Tottenham di Mauricio Pochettino, prima sfida della fase a gironi valevole per il gruppo B. Un ritorno tanto agognato, sperato, desiderato e voluto. Un appuntamento che va onorato nel migliore dei modi, comunque vada…

LUCE ACCECANTE – L’Inter oggi inizia ufficialmente il suo percorso in Champions League, competizione che in casa nerazzurra mancava da ben sei anni e mezzo. Un ritorno più e più volte desiderato e che adesso finalmente è realtà. Alle ore 18.55 San Siro si mette lo smoking, quello che merita una notte d’Europa. Ma quali sono i rischi per la squadra di Luciano Spalletti? Proviamo a capirlo. Come lo stesso tecnico nerazzurro ha detto ieri in conferenza (QUI le sue parole), il rischio è che molti rimangano abbagliati dalla bellezza della Champions senza riuscire ad andare oltre la patina, l’emozione e i timori che ovviamente una competizione del genere può incutere. Ma i timori sono fatti per essere distrutti, altrimenti oltre il limite come ci si arriva? E allora capitan Mauro Icardi, che tra l’altro è al suo esordio assoluto, ha il dovere di guidare la squadra verso la luce abbagliante della Champions, che non deve necessariamente provocare il formicolio agli occhi bensì illuminare il cammino. Un cammino sicuramente difficile e tortuoso perché, inutile nascondersi, nel gruppo B sono presenti due colossi: Barcellona e Tottenham, con l’aggiunta del PSV Eindhoven che forse sulla carta è più giocabile ma è sempre un avversario di assoluto livello. Poi c’è l’Inter, che ha rinnovato la squadra questa estate e che in campionato non è partita benissimo. E allora quale migliore occasione per sterzare e dare un senso a questo inizio deludente? Come dice Spalletti, la Champions è la Disneyland del calcio, un posto dove si gioca ma non si scherza.

MEMORIA STORICA E FATTORI POSITIVI – Chiaramente il ritorno in Champions non è costellato solo da rischi e pericoli ma anche e soprattutto da fattori positivi: il prestigio, il livello che aumenta a dismisura e la competitività che non può che far bene alla squadra. Spalletti lo sa e ieri in conferenza ha fatto leva anche su quello, oltre che sulla storia dell’Inter. Perché è vero che negli ultimi anni i nerazzurri sono mancati dalla massima competizione europea, ma nessuno dimentichi che è proprio l’Inter l’ultima squadra italiana ad aver conquistato la Champions. Una storia – quella dell’Inter in Champions e prima ancora in Coppa Campioni -, che ha sempre detto la sua nel bene e nel male e ha sempre contato la presenza. Un habitat che per chi gioca all’Inter deve diventare naturale, perché è lì che bisogna stare per riveder le stelle. Dunque, l’importanza e il “peso” di una competizione del genere, devono essere aspetti curativi e benefici per una squadra con ancora poca esperienza europea ma con giocatori che possono e devono far bene. Come non citare la Roma di Eusebio Di Francesco che l’anno scorso arrivò prima in un girone di ferro per poi approdare addirittura in semifinale? Certo, forse l’Inter è un po’ “arrugginita” a livello europeo ma l’entusiasmo dell’ambiente – dalla società alla squadra, per finire ai tifosi – deve essere il motore principale, insieme all’intelligenza tattica, a un gioco di ragionevole livello e a quella “prudente sfrontatezza” che contro avversari di tale calibro diventa fondamentale. L’importante è non nascondersi perché in Champions prima o poi ti stanano e lì son dolori.

Bentornata Inter e ricordati chi sei: una ‘Cenerentola’ solo per stasera.

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