Urlo Inter: non le basta l’1-1, Vecino ribalta Spurs! Mossa B. Valero – GdS

Inter-Tottenham Vecino

“La Gazzetta dello Sport” dedica la sua prima pagina all’urlo dell’Inter. Che Impresa ieri a San Siro! In un finale di match incredibile, in cui entra anche Borja Valero, Mauro Icardi e Matias Vecino capovolgono il Tottenham.

PAZZA INTER L’Inter nella sua essenza di squadra che può essere tutto e niente. Mauro Icardi il ca­pitano che tira fuori i compagni dal pozzo in cui si erano caccia­ti e restituisce vita a San Siro. Matias Vecino l’uomo della Champions League: de­cisivo all’ultimo di Inter-Tottenham (QUI le sue parole dopo il gol), come in maggio all’Olimpico contro la Lazio. San Siro che esplode co­me se l’Inter avesse vinto la Champions, dopo le prime buie giornate di Serie A. L’Inter ribalta il Tottenham, club da tempo nel­l’élite del calcio europeo, e lo fa col suo spirito internazionale, di squadra abituata a stare al mondo. Può essere che vincere sia l’unica cosa che conta, ma di certo esiste un modo di vincere da Inter che non è replicabile con facilità. Oggi più che mai bisogna tessere l’elogio della follia interista, nella sicurezza che del domani nerazzurro non vi è certezza alcuna.

LA REVISIONE IN DIFESA – Un’Inter applicata, sul pezzo con Luciano Spalletti che ripone nell’armadio la difesa inedita dei tre e mezzo, alchimia tattica che la squadra non può ancora permettersi in Cham­pions. Ecco allora una difesa a quattro con l’adattamento di Milan Skri­niar a terzino destro, con Sime Vrsaljko ancora fermo ai box. Anche l’ammaccato Danilo D’Ambrosio si è seduto in panchina. Sul fianco destro, il Tottenham ha recuperato Son Heung-Min: anche se il coreano non era al meglio, è bastata la sua velocità a disturbare Skriniar. Si sono creati uno contro uno pericolosi, rapidità contro staticità. L’arbitro ci ha messo del suo con un’ammoni­zione esagerata al difensore.

INTER IPERATTIVA – L’Inter è piaciuta per la quantità di corsa e per l’intensità, meno per la qualità. Si è dedicata più alla rottura che alla costruzio­ne. Appariscente lo scollega­mento tra la mediana, il duo Vecino­-Marcelo Brozovic, e la linea d’attacco. Non c’è stato verso di azio­nare Icardi: sulla sinistra Ivan Peri­sic vegetava, al centro Radja Nainggo­lan guerreggiava in solitaria. Matteo Politano leggero e svolazzante dispensava i suoi dribbling lon­tano dalla porta. Inter iperatti­va, però inconcludente.

SOLO QUALCHE LAMPO TOTTENHAM – Tot­tenham finto dormiente, un gatto sornione e graffiante, con Christian Eriksen genio della lampada. Sua la punizione deviata con qualche affanno da Samir Handano­vic, sua la meravigliosa palla sciupata da Harry Kane a tu per tu col portiere. Segnali di un primo atto infido.

CI PENSA HANDANOVIC – All’inizio del secondo tempo le tendenze si sono acuite. Dopo una lunga corsa durata 45′, l’Inter riprende fiato. Il Tot­tenham si è impossessato delle leve del comando ed Eriksen è emerso in tutto il suo splendo­re segnando il gol del vantaggio. Un doppio tiro incor­porato e con discreta dose di fortuna, sotto forma di devia­zione da parte di Joao Miranda. Lì l’Inter è sembrata sul punto di inabissarsi. L’ha tenuta a galla Handanovic reattivo con una serie di interventi alla di­sperata, specie su Erik Lamela. Non dimentichiamoci che anche per lui ieri era il debutto in Champions League.

MOSSA BORJA VALERO – Ma per l’Inter la partita non era ancora finita e Spalletti l’ha aiutata con i cambi. Dentro Keita Baldé e Antonio Candre­va, forze fresche, mentalmente libere perché non oppresse dal pensiero del gol preso. Quando Icardi ha rimes­so in parità il punteggio con il tiro al volo di rara magnificen­za, si pensava che l’Inter si accontentasse dell’1-1. Qui Spalletti ha calato la carta del matto, buttando nella mischia Borja Valero. La lentezza di Borja e la sua assenza dai campi, poteva essere un fattore di rischio. Invece lo spagnolo, col suo passetto, ha scalfito le residue sicurezze del Tottenham e ha aiutato l’In­ter a infilarsi nell’area degli Spurs. I londinesi sono stati poi sorpresi dalla furia interista. Poi la testa di Vecino ha portato l’Inter lontano, in equilibrio sopra la follia.

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La prima pagina della “Gazzetta dello Sport”

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