Borja: “Gioco poco? A me basta 1′! Barça eterno rivale. Spalletti vuole…”

Borja Valero

Borja Valero ha rilasciato un’intervista ai microfoni di El Pais prima della partita di Champions League tra Barcellona e Inter al “Camp Nou”: il centrocampista dell’Inter, che nel derby ha sostituito l’infortunato Radja Nainggolan, parla del suo rapporto con Luciano Spalletti e della grande sfida contro i blaugrana orfani di Lionel Messi. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da “Tutto Mercato Web”

Borja Valero quest’anno non è titolare nell’Inter, ma lo spagnolo ha compreso le motivazioni di Luciano Spalletti: «Lo scarso minutaggio di questa stagione? E’ una cosa naturale e la devo prendere bene. Ho 33 anni e una carriera lunga alle spalle nella quale ho giocato tanto. Il mister comunque mi conosce e cerca di darmi spazio. In squadra ci sono giocatori forti e io sono felice del ruolo che ho. Per me è lo stesso giocare tanto o solo un minuto, mi basta aiutare la squadra. Arrabbiarsi, discutere o fare brutti gesti non ti porta a giocare di più. Credo che se fossi stato in una squadra di livello inferiore all’Inter avrei probabilmente giocato di più. Ma ho scelto questa sfida e voglio viverla, anche perché sono soddisfatto della mia forma fisica».

Sul rapporto con Spalletti, Borja rivela: «Cosa mi chiede Spalletti? Quando ho la palla di verticalizzare per creare situazioni di uno contro uno. In fase difensiva di essere ordinato. Spalletti è un tecnico di temperamento che vuole avere tutto sotto controllo, allena la fase tattica e ci fa capire il gioco. E’ un allenatore vecchio stampo che cerca di mantenere la distanza, la relazione deve essere solo allenatore-giocatore».

Borja passa poi alla sfida di stasera contro il Barcellona in Champions League: «Col Barça non è semplice tenere il pallone, ma possiamo anche aspettare e attaccare in contropiede. Gara speciale per me che sono ex Real Madrid? Quando uno è madridista lo è per sempre. E’ il rivale eterno e quindi una motivazione extra. L’assenza di Messi? Un bene per noi perché è unico, speciale e a volte non sai cosa fare per fermarlo. Il momento del Barcellona? Non mi pare che siano in difficoltà. Credo sia una squadra che deve evolversi partendo dall’idea del possesso palla. Senza Xavi e Iniesta è giusto cambiare modo di giocare. Icardi è un Messi? Non lo definirei così… E’ la finalizzazione di tutto il nostro gioco. Quando giochiamo da squadra siamo forti, meno quando non siamo connessi. Il mio futuro? Voglio finire la mia tappa all’Inter. Poi, se starò bene fisicamente, valuterò le offerte per giocare ancora un paio d’anni. Se non sarà possibile, mi ritirerò e affronterò la vita».

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