
Massimo Bottura – chef e tifoso interista -, intervistato dalla “Gazzetta dello Sport”, si appresta a vivere una serata tra calcio e cucina per sostenere l’Inter contro il Barcellona
EMOZIONI E SOGNI – Lo chef Massimo Bottura si prepara a sfidare il Barcellona “promettendo” alla sua Inter la cena solo previa vittoria: «Io ce l’ho un piatto pronto per i miei: la crosta della lasagna (scherza, ndr). Solo quella, però. Perché devono emozionarsi, ma rimanere leggeri. Poi, se vincono, mangiano anche il resto. Mauro Icardi merita altro: tortellino in crema di parmigiano, la tradizione, come è tradizionale il suo modo di fare il centravanti. Diceva Enzo Ferrari: “Se lo puoi sognare, lo puoi fare”. Ecco, i giocatori dell’Inter al Camp Nou devono saper sognare».
IDOLI E “CLIENTI” – Bottura racconta l’origine della sua passione: «Io l’Inter la tifavo, ma giocavo nel Modena. Vinsi pure un Campionato Allievi, il mio maestro era Giorgio Pagliani. Poi mollai: avevo altro per la testa. Stagione 1969/70, Inter-Palermo 2-0, con mio padre: gol di Roberto Boninsegna, da quel giorno fu amore folle. Per l’Inter e per “Bonimba”. Dopo Boninsegna, dico Lothar Matthaus e José Mourinho. Ecco, l’Inter del Triplete era una squadra che sapevi già non ti avrebbe deluso. Questa Inter va bene, ma non dà mai la sensazione di essere in controllo: per seguirla ci vuole un innato atteggiamento votato alla sofferenza. Tra un mese Pep Guardiola torna da me, ha già prenotato… mi sa che gli chiedo se allenerà l’Inter!».
Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini
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