
Vent’anni fa esatti il piccolo Castel di Sangro presieduto dall’attuale presidente della Federcalcio, Gravina, sfidava l’Inter in Coppa Italia costringendola poi a rimontare nella partita di ritorno e passare il turno grazie a un rigore generoso. Riviviamo il video dei tre gol (1-0 all’andata; 1-1 al ritorno)
MIRACOLO CASTEL DI SANGRO – Nella tribuna VIP di San Siro vent’anni fa esatti sedeva il giovane presidente di una squadra di calcio il cui nome era associato, in quegli anni, sempre allo stesso sostantivo. Era il “miracolo Castel di Sangro” e il suo patròn l’attuale nuovo numero uno della Federcalcio, Gabriele Gravina. Quel 28 ottobre 1998, un mercoledì di Coppa Italia, l’Inter ospitava la squadra di calcio della città più piccola mai vista in uno stadio che poteva contenere più di dieci volte tutti i suoi abitanti. Così piccola che non le fu concesso di affrontare il pallone d’oro in carica, Ronaldo, quello vero, mentre nell’Inter debuttava un nuovo capitano, Javier Zanetti, quel giorno alla sua prima fascia. E quel Castello dei miracoli, com’era conosciuto ormai universalmente grazie anche al libro di uno scrittore americano precipitatosi dagli USA per raccontarlo, rese parecchio dura la vita a quell’Inter, fresca vincitrice della Coppa UEFA e fresca dello scippo dello scudetto grazie alla “spallata” di Mark Iuliano a Ronaldo, nell’aprile dello stesso anno.
CORSI E RICORSI STORICI – Ma sia Inter che Castel Di Sangro avevano in campo un futuro azzurro campione del Mondo, Andrea Pirlo da una parte e Vincenzo Iaquinta dall’altra, quest’ultimo protagonista di una sontuosa plusvalenza, prelevato da Gravina e dal DS Leandro Leonardi dal Padova a 18 anni per 60 milioni di lire e poi venduto all’Udinese per 5 miliardi. Senza dimenticare Carlo Cudicini, futuro portiere del Chelsea, che nei 180 minuti del turno di coppa si arrese solo a due invenzioni di Nicola Ventola. Suo il gol su punizione a San Siro e suo il fallo subito in area che causò il rigore (molto generoso) poi segnato da Youri Djorkaeff al ritorno, col Castello che conduceva uno a zero e che stava per portare l’Inter, con in campo gente come Roberto Baggio, Diego Simeone, Aron Winter e Paulo Sousa, ai supplementari. Anzi, a dirla tutta, ci sarebbe anche un gol-non gol di Alessandro Pagano che di testa centrò la traversa e mandò la palla (molti giurano) oltre la linea della porta difesa da Sebastien Frey.
STAGIONE INTER NEL CAOS – La doppia sfida tra i sangrini di Gravina e Antonio Sala e l’Inter di Massimo Moratti e Gigi Simoni fu anche presagio e campanello d’allarme per una delle tante stagioni maledette di quegli anni morattiani, secoli prima del Triplete. Un organico di alto lignaggio ma di alta discontinuità di risultati, da cui Simoni fu allontanato dopo una vittoria sofferta contro la Salernitana e a soli cinque punti dalla vetta. Poi Mircea Lucescu, Luciano Castellini e Roy Hodgson non riuscirono nemmeno a far entrare l’Inter in Europa. Ma, al ritorno (mercoledì 11 novembre 1998, ndr), vedere l’Inter scendere tra i monti di Castel di Sangro fu anche tra i momenti più significativi della carriera di Gravina, un predestinato, uno che ha conosciuto il calcio dalle sue fondamenta, che da presidente del Castel di Sangro ha guardato dal basso verso l’alto il grande calcio italico e che oggi se l’è conquistato nel momento più difficile ma anche più carico di promesse (una Nazionale in via di rifondazione) e di minacce (una Serie B in totale subbuglio). Di seguito il video con i tre gol del doppio confronto tra Inter e Castel di Sangro.
Fonte: matrixx1908 [Canale YouTube]
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