Kouamé sfida il suo passato e studia da giovane Eto’o – GdS

Christian Kouamé Genoa

Inter-Genoa di oggi vedrà Kouamé contro il suo passato. La “Gazzetta dello Sport” sottolinea il passaggio dell’attaccante rossoblù dalle giovanili nerazzurre.

SFIDA DA EX – Ritorna laddove aveva quasi iniziato il suo cammino italiano. Christian Kouamé, per sei mesi — da gennaio a giugno 2016 — aggregato alle giovanili nerazzurre, in squadra con Pinamonti e Bakayoko, in un lungo giro d’Italia che lo aveva portato da Prato a Sassuolo e, dopo l’Inter, al Cittadella e di nuovo in Toscana. Talento limpido già all’epoca, ma non ancora tatticamente disciplinato. Tanto che per questo motivo l’Inter (dov’era approdato in prestito) non fu disposta a puntare forte su di lui.

RIFLETTORI PUNTATI – La prova da applausi di mercoledì scorso, nel recupero della prima giornata a San Siro contro il Milan, ha ulteriormente accresciuto l’interesse nei suoi confronti. Dieci giornate da protagonista assoluto nel Genoa prima di Ballardini e poi di Juric potrebbero aprirgli presto le porte della nazionale maggiore della Costa d’Avorio, della quale sino ad oggi ha vestito la maglia dell’Under 23.

TALENTO VERO – Gambe e testa. La capacità di Kouamé di adattarsi a tutte le situazioni di gioco, insieme a una velocità di pensiero fuori dal comune, gli ha permesso sin qui di fare la differenza in ogni situazione. L’ivoriano è devastante nelle sue accelerazioni improvvise, possiede un controllo di palla notevole, anche nel gioco aereo, e ciò gli permette di sfruttare quell’imprevedibilità che sin qui è stata la sua arma in più, insieme a un’intesa naturale con Piatek. Capaci, i due, di esaltare le proprie caratteristiche a vicenda. La sua idea è imparare dai migliori: vuole diventare come Eto’o.

ANCORA IN CRESCITA – Juric ha capito subito, però, che il Kouamé di oggi non ha ancora raggiunto l’apice della sua maturazione professionale. Non solo per una questione anagrafica. Il Genoa sta lavorando per aiutarlo a disciplinare i suoi movimenti sul campo, a non sprecare energie, a correre con intelligenza. Accorciando gli spazi quando possibile così da renderlo ancora più letale in attacco. Perché qui sta il trucco: Kouamé non dà punti di riferimento agli avversari. Mai. Un attaccante fuori controllo per chi deve marcarlo, difficile da seguire, dotato di doti da vero sprinter, i suoi numeri lo certificano.

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