
Ultima parte dell’intervista che Mauro Icardi ha concesso al quotidiano “Il Corriere dello Sport” quest’oggi in edicola. Il capitano dell’Inter, alla vigilia del match con la Roma, ha smentito anche le voci sul Real Madrid e parlato, oltre che della moglie e agente Wanda Nara, del suo rapporto con Lautaro Martinez.
PERSONALITÀ – Mauro Icardi ribadisce ancora una volta i suoi principi: «Io urlo, ogni tanto alzo la voce anche con i compagni. Non è stata la fascia a cambiarmi, io sono così, fedele alle mie scelte e con degli obiettivi molto chiari. Di me parlo pochissimo, sono rare le interviste e le mie cose non si sanno. Pubblico qualche foto su Instagram, non aggiungo parole, considerazioni, la porta d’ingresso alla mia intimità è sempre chiusa. Wanda Nara sa bene quello che fa e dice, e cosa la gente vuole da lei. Sa stare in TV, conosce i giornalisti e ora è entrata anche nel mondo della moda, le piace da sempre. Wanda è furba, non ha bisogno di controlli, di lei mi fido totalmente. Mi conosce bene, sa quanto io tenga alla riservatezza e fino a dove può spingersi. Ho una vita semplicemente complicata. A Milano non esco di casa, cinque bambini e quattro cani. Con Wanda siamo undici, una squadra intera. Il bomber però lei. Prendo ordini solo da Francesca, adesso che ci penso comanda in casa, ha tre anni, ne fa quattro a gennaio. Poi ci sono Isabella, Benedicto, Valentino e Constantino. Tutta la mia famiglia è anche sul mio corpo. Mancano solo i cani. I tatuaggi? Li porto sulla pelle, i miei cari, non solo nel mio cuore… Ma forse ho capito dove vuoi andare a parare. I ragazzini che giocano a calcio prendono a modello il calciatore famoso e pensano al tatuaggio come a una specie di rito. Sinceramente non vorrei che fosse così, ma non posso farci niente. Ripeto, non posso cambiare per gli altri. Capisco che si possa essere preso come riferimento dai più giovani, ma uno non deve farsi un tatuaggio perché lo vede su di me o sugli altri, ma solo perché gli piace, se è convinto. Pentito delle scelte di Wanda? No, mai. Io sono sempre tranquillo su questa cosa. L’ho detto e lo ripeto: massima fiducia. Faccio il mio e mi basta: allenamento e casa, io sto coi bambini, lei fa shopping, la mamma e la vita che si è scelta».
CONNAZIONALI Icardi parla anche del suo paese e di come aiuta chi viene come lui dall’Argentina per giocare nell’Inter: «In questo periodo il mio Paese sta vivendo una crisi molto simile a quella che ci fece scappare, la gente non arriva a fine mese, c’è rabbia, frustrazione, gli episodi di violenza si ripetono con una frequenza paurosa. Non si può più uscire per strada. Ha visto cosa è successo per Boca-River, non si tratta solo di fanatismo. Il presidente del Boca Juniors ha ragione quando dice che l’impossibilità di organizzare un evento come una partita che per noi vale la Champions League è una vergogna nazionale. Ma purtroppo il problema è più profondo, più sociale. Lautaro Martinez? L’ho aiutato tanto, l’ho portato con me dappertutto perché non conosceva nessuno. In campo non si risparmia, è abituato al calcio argentino dove i colpi si danno e si prendono. Il Real Madrid? Non mi sembra questo il momento giusto, visti i risultati, poi sto bene dove sto».
Fonte: Il Corriere dello Sport – Ivan Zazzaroni
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