
L’Inter ritrova la retta via ottenendo il risultato minimo con il massimo sforzo: il rigore di Icardi fissa l’1-0 sull’Udinese, ma la prestazione offerta dagli uomini di Spalletti è quella delle grandi occasioni. Risultato bugiardo dunque, l’Inter avrebbe meritato di più, anche grazie a un Joao Mario in grande spolvero
FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Udinese: Handanovic; Vrsaljko, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Borja Valero, Brozovic, Joao Mario; Politano, Icardi, Keita.
Inter-Udinese Formazione Ufficiale
MODULO – L’Inter riparte dal 4-3-3 perché, in assenza di Vecino e Nainggolan (quest’ultimo in panchina), ritrova Joao Mario mezzala: il centrocampo nerazzurro può contare principalmente sulla qualità, dato che Borja Valero viene preferito a Gagliardini per completare il trio con Brozovic regista. Senza mediani, Spalletti punta a macinare gioco da centro verso le fasce.
PRIMO TEMPO – L’approccio dell’Inter è fin da subito aggressivo e convincente, ma a centrocampo il dinamismo a 360° delle mezzali non semplifica la manovra. Al 10′ si invertono le mezzali: Joao Mario va sul centro-destra, così Borja Valero può provare la giocata sul centro-sinistra. E la modifica funziona. L’Inter attacca da destra con la coppia Vrsaljko-Politano, ma tutti i palloni passano dai piedi di Joao Mario, che è il centrocampista che si alza di più, quindi colui che fa da raccordo tra i reparti, mentre Borja Valero parte da più dietro. Il triangolo Vrsaljko-Joao Mario-Politano funziona, anche se il gol non arriva. Il dominio del campo da parte dell’Inter è assoluto, così come il possesso palla. Il primo tempo termina 0-0: molta Inter, ma niente reti.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche e ciò provoca la reazione dell’Udinese, che prende le misure per imbrigliare l’Inter a centrocampo, dove la stanchezza si inizia a sentire per via dei chilometri accumulati nelle ultime settimane. Al 55′ primo cambio per l’Inter: fuori Borja Valero, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si piazza alle spalle di Icardi, così l’Inter passa al 4-2-3-1 con Joao Mario alla destra di Brozovic. Aumenta la qualità in mezzo e la spinta offensiva, ne gioca sia la manovra sia il pressing. Al 70′ secondo cambio per Spalletti: fuori Keita, dentro Perisic. Il croato si posiziona largo a sinistra sulla trequarti. L’Inter attacca con insistenza e ottiene un rigore: al 76′ Icardi dal dischetto non sbaglia e con il cucchiaio porta l’Inter in vantaggio! Al 84′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Nainggolan. Il belga agisce da mezzala destra nel 3-5-2 finale, in cui Vrsaljko e Perisic agiscono a tutta fascia, mentre Asamoah stringe dal terzo di sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr). La difesa a tre è praticamente una linea a cinque per contenere gli attacchi dell’Udinese, portando a casa il bottino pieno: l’Inter chiude e riparte, senza subire. Il secondo tempo termina 1-0: Icardi decide dagli undici metri, ma è tutta l’Inter a giocare da grande squadra.
Inter-Udinese Formazione Finale
PROTAGONISTA – L’uomo che è mancato a Spalletti in Champions per blindare il passaggio nel turno senza dover subire la beffa anglo-olandese si mostra di nuovo al top: Joao Mario. Il centrocampista portoghese da mezzala porta a termine tutti i compiti tattici richiesti, quindi fa entrambe le fasi di gioco giostrando da sinistra a destra, dietro e avanti, permettendo all’Inter di avere la dinamicità necessario per dominare a centrocampo, anche quando l’Udinese aumenta in densità. Joao Mario gioca in maniera semplice, senza strafare e, a parte un paio di errori, mette l’ordine fondamentale per concludere al meglio la sua prestazione: è il motore dell’Inter. Tutti i palloni passano dai suoi piedi, perché si fa trovare dove serve. Lungimirante.
COMMENTO – L’Inter aveva bisogno di ripartire dopo la delusione europea e ci riesce alla grande dal punto di vista della prestazione: Udinese dominata per larghi tratti della partita, da segnalare solo un paio di cali – giustificabili -, ovvero a inizio ripresa e nel finale, quando la disperazione bianconera costringe l’Inter a chiudersi a riccio. Il grande merito di Spalletti è aver dato spazio alla qualità (il trio formato da Vrsaljko, Joao Mario e Politano) a discapito della quantità (D’Ambrosio, Gagliardini e Candreva): sul e dall’out destro l’Inter dà spettacolo ed è tutto merito del terzetto scelto. Spalletti fa quadrare il triangolo più che il cerchio, ma non solo. Dopo le accuse – anche queste giustificabili – delle sostituzioni sbagliate e ritardate nelle ultime partite, Spalletti ha la sua rivincita: stavolta non perde tempo e butta subito nella mischia Lautaro Martinez, che cambia positivamente l’inerzia della partita (nell’unico momento di sofferenza) e fa funzionare alla perfezione l’assetto offensivo dell’Inter, che può contare sul jolly Joao Mario anche da spalla unica di Brozovic davanti alla difesa. A dire il vero, però, Spalletti un rischio lo prende: nel finale propone una difesa a tre che è praticamente una linea a cinque con Perisic terzino sinistro, chiedendo al rientrante Nainggolan di fare legna in mezzo al campo nel ruolo di collante tra i due reparti ormai distantissimi, rinunciando di fatto all’apporto difensivo che avrebbero dato gli esclusi già citati (D’Ambrosio e Candreva larghi, Gagliardini in mezzo). Un rischio che porta comunque l’Inter al suo obiettivo, perché dietro si balla poco e davanti non mancano le occasioni in contropiede. Fosse arrivato il gol del pareggio, però, staremmo ancora qui a criticare la mossa spallettiana… I tre punti oggi sono più importanti della prestazione ma, siccome sono arrivate in coppia, meglio così. Le prossime partite serviranno per blindare il terzo posto e avvicinarsi il più possibile al secondo, dato che lo scontro diretto contro il Napoli è imminente. Contro il ChievoVerona mancherà lo squalificato Asamoah, sarebbe positivo recuperare Dalbert, ma al momento è già positivo aver rivisto in campo Nainggolan. Ci sarà tempo per far quadrare tutta la rosa. Buona la prima, quindi, anche con Marotta in tribuna: l’Inter di Spalletti non ha più alibi né distrazioni, l’1-0 contro l’Udinese è un segnale positivo.
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