
Luciano Spalletti si è presentato nella sala stampa del Meazza per rispondere alle domande dei giornalisti nel post partita di Inter-Udinese, primo anticipo della sedicesima giornata di Serie A. Ecco la conferenza del tecnico nerazzurro.
REAZIONE OTTENUTA – «Mauro Icardi? È chiaro che quel gesto lì e quei numeri lì che hanno i calciatori e i goleador, i calciatori che fanno gol e arrivano in fondo sempre a lottare per la classifica dei cannonieri, in base a quello che si mette in risalto vengono attratti da quei numeri e pensano a fare quei comportamenti che gli danno qualche numero in più nella classifica personale. Lui ha sempre giocato così, ma è proprio qui la qualità del calciatore che riesce a completarsi in funzione della squadra: nelle ultime due partite ha fatto vedere di essere un calciatore completo, anche voi vedevate e portavate come numeri nello score della partita, lo facciamo anche noi. Lui rimette a posto tutto con questo comportamento, siamo riusciti a portare la palla dentro tre o quattro volte con il suo contributo, palla al terzino è venuto sulla trequarti e l’ha fatta scorrere sul lato sinistro perché si è girato e ha dato seguito col passaggio trasverso sul lato opposto, così diventa veramente un calciatore completo e ne trae beneficio lui stesso. È un calciatore che ha anche resistenza, non è che rimane lì e aspetta la squadra, ha la possibilità di andare a pressare come fatto oggi è fare dei metri che tolgono fatica alla squadra e poi gli restituiscono il pallone. Lautaro Martinez? Secondo me ha sistemato, abbiamo retto bene la difficoltà che si era venuta a creare da un punto di vista di timidezza, perché nel secondo tempo abbiamo iniziato timidi con passaggi che non arrivavano mai a destinazione e fare le cose semplici che non arrivano mai. Loro risistemavano sempre la squadra, era come nel primo tempo ma è mancata quella qualità di farcircolare la palla corretta. Loro ci hanno preso qualche vantaggio, lo stadio comincia a mugugnare e la pesantezza del club e nostra, può succedere che ci si abbassi un po’ ma c’è da dire che questa partita era importante portarla a casa. La vittoria davanti a tutto, c’è da vincere la partita e metto Lautaro perché così si spera che la squadra subisca un segnale per attaccare, da un punto di vista emotivo per riprendere subito il senso corretto che dovevamo dare alla partita nel secondo tempo e l’abbiamo fatto. Lautaro le palle a metà le lotta meglio di tutti, perché ha la qualità della palla addosso e la caratteristica di cercare lo scontro fisico, si sente veramente forte su questi comportamenti ma quando la squadra poi ha perso tre o quattro palloni eravamo scoperti. Giocando con questo sistema la palla al quinto dava un’impostazione tattica che ci creava problemi, con Ivan Perisic l’abbiamo rimessa a posto. Abbiamo perso qualche pallone di troppo però eravamo incastrati, dal punto di vista tattico non c’era possibilità di prendere svantaggio, mantenendo equilibrio e provando a rifare gol. Due o tre volte non siamo stati bravi a chiuderla. Con Giuseppe Marotta ce l’avete dura, siamo amici da tantissimo tempo, andiamo a cena insieme dai tempi del Venezia, siamo stati in perfetta sintonia avendo ruoli diversi. Già lì mi hai insegnato tante cose, adesso me ne insegnerà tante di poi, già ieri a cena col presidente mi ha detto del suo trascorso. L’avrete durissima, però ognuno può fare i tentativi che vuole. Per quanto riguarda il mio comportamento quando vengo qui difendo l’Inter, state tranquilli che l’obiettivo mio è completofare risultati e difendere l’Inter. I tifosi dell’Inter devono difendere l’Inter, se si rimane lucidi c’è la possibilità di leggere tante cose, poi la mia posizione conta relativamente ma quello che conta è l’Inter. Noi bisogna andare a essere un gruppo compatto e forte, è una squadra che lavora in maniera perfetta e nessuno lavora male. Se Spalletti non è da Inter va fuori Spalletti, non ci sono problemi, ma non ci facciamo mettere dentro fra di noi perché si vuole bene all’Inter. Gli obiettivi sono fare sempre più punti, fare cose straordinarie e ricollocare l’Inter dentro una classifica di squadre a livello europeo importante, ha quella storia e quel passato lì. È chiaro che c’è da fare un percorso, quando ci volete accostare a quell’Inter lì secondo me per il momento è esagerato, io non ce la faccio a essere José Mourinho in un campionato, ho bisogno di più tempo per fare qualcosa che lui ha determinato per questo club, non ci arriverò mai. Ve la respingo, loro sono quell’Inter e delle cose che al momento ci sono da fare passaggi per andare ad acchiappare, però l’Inter ha una squadra di cui bisogna essere orgogliosi perché non rinunceranno a far niente i nostri calciatori, è la rinuncia che devasta e ti uccide. In questa settimana sono venuti al campo e hanno fatto quello che dovevano fare, si sono allenati bene e hanno fatto un lavoro corretto anche nel modo di guardarsi e trasferire che siamo tutti insieme per poter ridirezionare il nostro destino. Dipende sempre da noi, fra i buoni e i cattivi risultati ci siamo sempre noi, sono importanti i nostri comportamenti».
Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie e calciomercato Inter
Inter-news.it © 2018 – Tutti i diritti riservati
Leggi la notizia completa qui: Inter-News https://ift.tt/2QDyuM8
via IFTTT https://ift.tt/2OOj4yX visita la nostra pagina fb: https://ift.tt/1VotyWY
