
Luciano Moggi – ex Direttore Generale della Juventus -, ospite negli studi di “Sportitalia Mercato” su Sportitalia, critica l’Inter per la gestione mediatica del rinnovo di Icardi e spiega le differenze a cui andrà incontro Marotta dopo il suo trasferimento dalla Juventus
MAROTTA ALL’INTER – Un mix di rimpianti e provocazioni firmati Luciano Moggi: «C’è una differenza tra me e Beppe Marotta: io ho preferito restare alla Juventus anziché andare all’Inter e, vedendo quello che è successo dopo, forse ho fatto anche male… Ma sono contento per quello che ho fatto. A Marotta è scaduto il contratto, non gliel’hanno rinnovato e ha trovato una nuova collocazione: è un professionista. La polemica di Pavel Nedved è una polemica per modo di dire: i giocatori sono bandiere, i dirigenti no. Marotta ha dimostrato di essere un professionista che vuole andare a confrontarsi con altre cose, niente di strano: è richiesto in funzione di quello che ha fatto di buono alla Juventus. Inter e Juventus sono due cose diverse: alla Juventus non parla nessuno, invece all’Inter parlano tutti, purtroppo per lui sono due realtà diverse. E poi all’Inter si parlano pure sopra… Questo è il modo per lavorare poco e male. Marotta ha dimostrato alla Juventus di saper lavorare in maniera riservata, adesso è appena arrivato all’Inter e già si espone, tra l’altro insieme ad Ausilio: non va bene».
RINNOVO ICARDI – Moggi ne ha anche per il caso mediatico delle ultime ore: «Wanda Nara fa il suo mestiere di procuratore, non condivido né le parole di Marotta né quelle di Piero Ausilio. Marotta dice della proposta congrua non accettata: non serve dirlo in televisione, si convoca Wanda in sede e si risolve. Quando si fanno queste cose pubbliche ovviamente si scatena l’opinione. Io capisco cosa vuole ottenere Wanda, ma l’Inter doveva rispondere all’interno, non all’esterno. Wanda vuole commercializzare il discorso del marito: è un errore grave che non porta sicuramente beneficio a Mauro Icardi, ma la società deve stare attenta. L’Inter deve chiamare in sede giocatore e procuratore, mettendoli nella condizione di far capire loro che, se non vogliono più stare all’Inter, devono portare una cifra per andarsene. Tutti sono sostituibili, Icardi un po’ meno, ma non va bene che ogni anno certi giocatori chiedono più soldi e lo fanno uscire pubblicamente. Ausilio ha parlato benissimo, però non doveva discutere davanti alle telecamere. Le parole di Ausilio significano che Wanda e Icardi possono andare lì e chiedere quello che vogliono, chiaramente: non si nascondono certe cose… Io li avrei chiamati in sede la mattina stessa, forse anche nella notte! Vuole andare via? Ma vada! Non viglio essere contro Icardi, che nei sedici metri avversari è il miglior giocatore che c’è, ma nell’economia della prestazione della squadra è un giocatore che all’Inter farà vincere partite, ma non le farà vincere trofei».
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