Salvini: “Mazzoleni? Fatto bene! Cosa c’entra gran parte del tifo Inter?”

Salvini

Matteo Salvini, Ministro degli Interni, è in collegamento telefonico con “Tiki Taka – Speciale” su Italia 1. A seguito dei fatti di mercoledì in Inter-Napoli, sia durante la partita sia fuori dal Meazza, ha detto la sua condannando i provvedimenti del Giudice Sportivo e dando ragione all’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni.

PARLA SALVINI«Domani (oggi, ndr) stesso sarò al ministero, di primo mattino, per valutare chi invitare. Occorre che tutti mettano la testa a posto, tutti, io al ministero ho fatto una riunione con gli arbitri un mese fa perché non è possibile che nell’arco di un anno trecento arbitri finiscano al pronto soccorso, anche sui campetti di provincia e anche perché aggrediti da calciatori, dirigenti o da ragazzini di quattordici anni. Qua bisogna farsi un enorme esame di coscienza tutti quanti e occorrono intorno al tavolo tutti i protagonisti del mondo del pallone, quindi società e tifoserie. Io in queste ore sentivo alcuni servizi televisivi di gente che di calcio capisce poco e niente, evidentemente, mi domando cosa c’entri la stragrande maggioranza della tifoseria interista e perbene a cui vietare le trasferte, padri coi figli, perché qualche delinquente prende non lo stadio, qua eravamo a due chilometri dallo stadio, prende la scusa di una partita. La responsabilità penale è personale, ma questo vale anche per i locali: se a due chilometri da un bar si accoltellano due persone chiudi quel bar? Con tifoserie che peraltro non c’entrano niente, facendo un torto a milioni di italiani che vanno allo stadio e guardano le partite in TV da persone normali, tranquille e perbene. Se io ti becco in giro con un coltello il problema dell’Italia è che spesso e volentieri non è sufficiente essere beccati in giro con un coltello o con un etto di droga per farsi qualche mese di galera, perché qualche giorno dopo sei in strada. Quando dico tutti dico tutti, poi adesso si assiste al festival delle generalizzazioni, ma la responsabilità penale è personale».

IN CAMPO«Anche le contestazioni all’arbitro: io sono assolutamente d’accordo col fatto che Paolo Silvio Mazzoleni abbia fatto continuare la partita. Provate a immaginare cosa sarebbe successo se si fosse sparsa la voce dei feriti, degli incidenti e dei tafferugli con la partita sospesa a metà secondo tempo. Ha fatto beme l’arbitro, anzi gli arbitri dovrebbero essere i primi a essere tutelati, anche dalle aggressioni fisiche e verbali dei dirigenti. Anche molte trasmissioni radiofoniche e televisive, fatta eccezione per la vostra (Tiki Taka, ndr) e poche altre, non contribuiscono a un clima sereno, perché se fai vedere trentasette volte quell’episodio dando conto a Tizio, a Caio, all’arbitro o al tifoso non contribuisci al clima sereno. Io ero a Milano di mattina, a Pesaro all’ora di pranzo dove c’è stato un omicidio, a Catania nel pomeriggio a incontrare i sindaci dei comuni terremotati, perdonatemi se non sono riuscito a essere fuori dallo stadio. Evidentemente nel sistema dei controlli e della prevenzione qualcosa non ha funzionato, anche perché c’erano tifosi che arrivavano dall’estero. Anzi, c’erano delinquenti che arrivavano per esercitare violenza, a prescindere dalla partita, dall’estero e dovevano essere intercettati preventivamente, perché non erano di Inter Club o tifosi della curva ma delinquenti e teppisti che arrivavano da altre regioni e persino dall’estero. Che qualcosa non abbia funzionato mi sembra chiaro ed evidente, per quello che riguarda l’interno dello stadio è un discorso complicato e molto pericoloso. Capisco Carlo Ancelotti, ma quando per gli stadi di mezza Italia si sente cantare “Milano in fiamme” cos’è, razzismo? Quando fra Brescia e Atalanta ci sono sfottò di tutti i colori fra Brescia e Bergamo cos’è, razzismo? Il razzismo è una roba da idioti nel 2018, attenzione a non mettere tutto nello stesso pentolone: lo sfottò da stadio fra milanisti e interisti, anche perché giocatori di colore ormai ce ne sono in tutte le squadre, quando Leonardo Bonucci è venuto a San Siro a giocare Milan-Juventus è stato ricoperto di buuu e di fischi, cos’è razzismo?»

DISTINZIONE NETTA«Un conto è condannare la violenza e non far più mettere piede in uno stadio ai teppisti che vanno in giro col coltello e non far più giocare una partita ai giocatori che aggrediscono l’arbitro, un conto è mettere tutto nello stesso calderone e non giochiamo più a niente. Siamo seri: se vogliamo veramente condannare e sconfiggere la violenza non bisogna fare in modo che tutto sia la stessa roba. La tifoseria organizzata è composta nella stragrande maggioranza da persone normali perbene, se c’è una frangia che si tratta di delinquenti questi non devono andare a vedere la partita. Quelli non sono tifosi, sono delinquenti: un tifoso non va allo stadio col coltello, con la roncola o con l’ascia. Quelli non sono tifosi, si sarebbero pestati o ammazzati o inseguiti con qualsiasi altra scusa: può essere la discoteca o la festa di Capodanno. È qua che bisogna fare prevenzione, ci sono alleanze internazionali e nazionali dove si fanno regolamenti di conti, ma non confondiamo i delinquenti coi tifosi, a cui magari scappa allo stadio un vaffa. Io sono convinto che per risolvere i problemi bisogna mettere a un tavolo tutti i protagonisti di questa vicenda: ci metto gli arbitri, ci metto i giornalisti, ci metto i presidenti di qualche società di calcio che vanno avanti a polemizzare per settimane, ci metto i giocatori pagati cinque-sei-sette milioni all’anno anche con la mia maglia rossonera che vanno a muso duro sotto l’arbitro o vanno a polemizzare coi tifosi avversari. Sono d’accordo sul fatto che dare la fascia a Kwadwo Asamoah sia solo e soltanto ipocrisia: io non penso che gli interisti siano razzisti, che i milanisti siano razzisti, che i napoletani siano razzisti, che i baresi siano razzisti. Lasciamo che in campo ci sia un po’ di campanile, il più quieto possibile, e stanghiamo i violenti, altrimenti se mettiamo tutto nello stesso calderone i violenti la fanno franca, mentre io invece voglio che nello stadio non ci mettano più piede per il resto dei loro giorni quelli che usano il calcio per sfogare la loro violenza e la loro frustrazione, e vorrei che tutti gli altri andassero allo stadio a divertirsi tranquillamente e che la fascia da capitano la decida l’allenatore e non questo o quel sindaco e questo o quel momento. Nel decreto sicurezza abbiamo previsto che una parte dei biglietti vada a pagare le decine di milioni di euro, circa quaranta milioni di euro, per avere Polizia e Carabinieri fuori dagli stadi. Questo servizio di ordine pubblico dovrebbero pagarlo le società di calcio, poi noi siamo uomini e non distinguo fra bianchi e neri, se partiamo dal presupposto del noi bianchi o noi neri secondo me non andiamo lontani. Kalidou Koulibaly? Lo vorrei al Milan, è uno dei più forti, lo vorrei assolutamente vedere con la maglia rossonera».

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