
La “Gazzetta dello Sport” sottolinea alcune scelte di Spalletti che in Inter-Lazio non hanno convinto. Il nodo è a centrocampo: perché rinnegare l’assetto trovato nel derby?
CAMBIAMENTI – L’Inter cono la Lazio non parte male. Sembra ancora sull’onda del derby perchè dal 7’ al 9’ Vecino attacca l’area come fosse il Milan: sfiora il gol e intasca un angolo, sul quale Skriniar spreca di brutto. Però, sfumata la partenza a razzo, ci rendiamo conto che non è il derby per un paio di ragioni. Prima: Vecino non è trequartista, ma interno, a sinistra di Brozovic. E’ 4-3-3, non 4-2-3-1. Quindi farà più fatica ad assaltare la porta. Seconda: il terzo mediano è Borja Valero e non Gagliardini.
DUBBI – E qui la domanda sorge spontanea: perché rinunciare a Gagliardini, reduce da un buon derby, contro un centrocampo zeppo di qualità che deve essere arginato con una fisicità che lo spagnolo non può permettersi da tempo? Se hai vinto il derby con due buone idee (Vecino trequartista, Gagliardini incontrista) perché rinunciarci? In un’Inter già in emergenza, perché rinnegare i pochi punti fermi?
BOCCIATO – Nelle pagelle il voto per Spalletti è 5. Borja Valero interno sinistro al cospetto di Milinkovic è il peccato originale. Tra i due c’è un abisso di fisicità, lì servirebbero i muscoli di Gagliardini. Per il resto, l’Inter è un fascio di nervi e vive di rabbie, sussulti, orgoglio. Manca Martinez, non Icardi.
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