Arriva la sconfitta dopo il filotto di vittorie, ma soprattutto l’eliminazione dalla TIM Cup: l’Inter di Pioli cade a San Siro contro la Lazio. L’1-2 finale va analizzato in due fasi: la pessima reazione dopo aver subito gol, l’ottimo finale in inferiorità numerica (e poi nuovamente pari). Malissimo gli esterni, si salva solo Perisic
FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare la Lazio: Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Ansaldi; Brozovic, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Palacio.
MODULO – Non cambia la fisionomia tattica dell’Inter, che insiste sul 4-2-3-1 variando solo qualche nome per far ruotare tutti i cosiddetti titolari: tornano Kondogbia e Banega in mezzo al campo, ma la vera novità è la presenza di Palacio nel ruolo di centravanti al posto di Icardi. L’Inter così perde peso e centimetri in area di rigore, Pioli dà più importanza al taglio degli esterni offensivi e soprattutto al gioco in verticale.
PRIMO TEMPO – Nei primi minuti di gioco l’Inter mostra una fisicità e una condizione atletica che quasi mette in imbarazzo la Lazio, che invece esce alla distanza. Il pressing asfissiante dell’Inter dà i frutti sperati: al 16′ il palo di Kondogbia arriva proprio dopo aver recuperato palla a ridosso dell’area biancoceleste. Al 20′ un fulmine a ciel sereno: gol di Felipe Anderson di testa in anticipo su Ansaldi, il cross di Lulic dalla sinistra (lato di D’Ambrosio) taglia tutta la difesa nerazzurra. Il vantaggio della Lazio mette in crisi l’Inter, che inizia a sbagliare troppi palloni rischiando di subire il raddoppio in più occasioni. In particolare, l’Inter soffre sulla propria fascia sinistra (asse Ansaldi-Perisic), ma anche a destra le cose non vanno bene con la coppia D’Ambrosio-Candreva che non incide in fase offensiva e sembra avere meno fiato del solito. Alla lunga esce fuori dal gioco Banega, dopo un inizio promettente. Il primo tempo termina 0-1: risultato anche stretto per la Lazio, male l’Inter dopo essere andata sotto.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre immediatamente con un doppio cambio per l’Inter: fuori Banega e Palacio, dentro Joao Mario e Icardi. Pioli opta per i due titolari al posto delle rispettive alternative, non cambiano le richieste tattiche. Al 54′ cambia la storia della partita: Miranda espulso (ingiustamente) per un fallo (inesistente) su Immobile, rigore per la Lazio. Inter in inferiorità numerica e dal 56′ doppio vantaggio della Lazio grazie alla realizzazione di Biglia dal dischetto. Al 57′ terzo e ultimo cambio per Pioli: fuori Ansaldi, dentro Medel. L’Inter si dispone con il 3-5-1 con il cileno nel cuore della difesa a tre, D’Ambrosio si accentra e gli esterni d’attacco arretrano sulla linea mediana (come da immagine sotto allegata, ndr). Nonostante l’uomo in meno, l’Inter attacca di più e meglio di prima: fondamentale la spinta di Perisic, che asfalta la fascia sinistra nel doppio ruolo di terzino-ala. Al 76′ si ristabilisce la parità numerica: espulso Radu, che – già ammonito – atterra Icardi. Al 84′, dopo un assedio, il gol di Brozovic con una sorta di “pallonetto” di testa su assist di Perisic riapre la partita. Nonostante altri dieci minuti trascorsi nella metà campo biancoceleste, l’Inter non riesce a trovare il gol del pareggio. Il secondo tempo termina 1-2: non basta la reazione nel finale, Inter eliminata dalla TIM Cup.
PROTAGONISTA – La prestazione double face dell’Inter (20′ iniziali ottimi, 40′ centrali pessimi e 30′ finali buoni) non salva gli esterni di Pioli che, a eccezione dello straordinario Perisic (l’unico meritevole della sufficienza piena), deve constatare la nullità assoluta del duo D’Ambrosio-Candreva a destra, ma c’è chi fa peggio: Ansaldi. Il terzino argentino, infatti, oltre a giocar male sulla sinistra, si rende protagonista negativo nell’azione del vantaggio biancoceleste: Felipe Anderson taglia alle sue spalle e lo anticipa di testa, pur non trattandosi di un ariete… La serata no di Ansaldi continua a esser tale quando continuamente attaccato e superato in fase difensiva, inoltre è nullo in attacco. La situazione diventa grottesca e paradossale quando Pioli lo richiama in panchina in favore di Medel: si passa alla difesa a tre e il compito di coprire la fascia viene affidato a Perisic, che si dimostra superiore ad Ansaldi sia per chiusure (assurdo!) sia per spinta (normalità). Inter-Lazio combacia con la chiusura del mercato di gennaio, il riassunto è il seguente: Ansaldi, nonostante tutto, è il miglior terzino a disposizione di Pioli… non servono altre parole.
COMMENTO – Partendo dal presupposto che Pioli si gioca male sue chance di passare il turno invertendo il turnover previsto (avrebbe meritato il riposo Miranda, non Icardi), la sconfitta dell’Inter non è solo figlia delle decisioni del tecnico parmigiano. L’inizio, infatti, è abbastanza promettente: l’Inter vuole fare la partita e andare subito in gol. Ed ecco il primo problema: Banega dovrebbe mandare in rete Palacio? Il centrocampista argentino è più anarchico del solito nei movimenti, il connazionale ex Genoa non ha più le caratteristiche per reggere da solo il peso dell’attacco e il tutto si traduce con la sterilità offensiva dell’Inter: pur volendo, i gol non arriverebbero mai. L’ingresso del duo Joao Mario-Icardi dà la giusta fiducia, ma l’arbitro Guida decide di lasciare l’Inter in dieci confezionando un rigore per la Lazio: pazienza… Fondamentalmente la partita si decide e chiude in 35′: dal gol di Felipe Anderson alla prima occasione avuta al rigore segnato da Biglia dopo l’espulsione di Miranda, uno 0-2 troppo pesante da recuperare. Ottima la mossa di Pioli per limitare i danni con il 3-5-1, ma come già detto non si possono dare tutte le colpe al tecnico: il mercato si è appena chiuso, dove sono i terzini? Purtroppo il motivetto è noto da tempo, eppure non è cambiato nulla: l’Inter non ha terzini adeguati e alla lunga tornerà a perdere punti e partite anche per questo motivo. Oggi è toccato ad Ansaldi, domani a D’Ambrosio, poi a Nagatomo e magari anche a Santon: se l’obiettivo è il terzo posto, raggiungerlo con questa batteria di esterni bassi è una sfida troppo ardua. Anche il secondo obiettivo stagionale è andato: fuori dalla TIM Cup dopo aver bucato l’Europa League, la coperta di Pioli è troppo corta in determinati ruoli. Capito, Ausilio? Adesso ci sarà la prova della verità per capire a cosa può aspirare questa rosa: Juventus-Inter, domenica sera.
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