José Couceiro, allenatore del Vitoria Setubal che nel 2014 ha lanciato Joao Mario nel calcio che conta, è stato intervistato in esclusiva dalla “Gazzetta dello Sport”, dove lo ha definito già un top player
DIFFICOLTA’ – «Mi aspettavo che Joao avrebbe incontrato momenti di difficoltà in Italia, innanzitutto per lo spirito che viene coltivato nei giocatori delle tre grandi di Portogallo. Quando cresci nello Sporting, nel Benfica o nel Porto i tuoi avversari sono quasi sempre più deboli e tu sei abituato a essere migliore degli altri individualmente e come gruppo. Adesso sta comprendendo che quando devi inseguire l’avversario, quello che conta è la posizione. Essere in quella corretta, ti consentirà di fare meno fatica per recuperare il pallone».
TALENTO – «Aveva un talento indiscutibile e infinito, possedeva un’intelligenza sopra la media dentro e fuori dal campo. Era semplice confrontarsi con lui perché capiva il gioco meglio e prima degli altri. La posizione migliore per lui è quella su cui sta lavorando Pioli, nella zona centrale. Poi si può disquisire se dietro alla prima punta, dove lo vedo meglio, o se davanti alla difesa. Ma comunque nel cuore del gioco».
TOP PLAYER – «È già un top player. Uno dei migliori giocatori per il futuro. L’anno prossimo, nella sua seconda stagione italiana, avrà un adattamento più veloce. Lui ha una mente aperta, apprende rapidamente. E avrà capito il calcio italiano che è molto più tattico e con molte più transizioni rispetto a quello portoghese».
45 MILIONI, UN AFFARE – «In estate lo volevano in tanti: In Inghilterra, in Spagna e anche in Russia. E poi faccio un ragionamento: se Pogba è stato pagato 105 milioni dal Manchester United, dico che i 45 spesi dall’Inter per Joao Mario sono un grandissimo affare».
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