Stefano Pioli ha concesso una lunga intervista a La Stampa durante la quale si è ovviamente soffermato sul suo futuro e su quello dell’Inter, destinata a diventare la vera anti-Juve grazie alla disponibilità economica del gruppo Suning.
LAVORI IN CORSO – «Avevo degli obiettivi: trasmettere passione, dare un’anima e dei principi di gioco. Ho cercato di mettere a proprio agio i calciatori in campo e fuori. Possiamo ancora migliorare, ma qualcosa di importante è stato fatto. Difficile? No, ma il percorso non è finito. I ragazzi volevano un metodo di lavoro preciso, un gioco preciso. Abbiamo un motore importante, i cavalli a disposizione avevano voglia di essere sciolti. Cosa manca? L’autostima: fa la differenza con le prime tre. Arriverà con la continuità del lavoro e dei risultati. L’Inter è reduce da stagioni altalenanti, ma la classifica, da quando sono qui, dice che siamo a 5 punti dalla Juventus. Questo è il nostro livello oggi. Cosa ho pensato quando mi hanno chiamato? Che era il momento adatto. In carriera mi sono sempre conquistato tutto con lavoro, serietà e passione. Nessuna scorciatoia, passo dopo passo. Mi auguravo che arrivasse una chiamata importante per completare il mio percorso. Poi l’Inter, la mia squadra del cuore: il massimo. Io non da Inter? Si poteva dire di Allegri prima del Milan, di Guardiola che aveva allenato solo la Cantera del Barcellona. Fino a che non ti danno un’occasione nessuno lo può sapere. Io ora mi sento pronto».
OBIETTIVO SCUDETTO – «L’approccio con l’ambiente? Per me è stato semplicissimo. Ho trovato grande attenzione, una cultura del lavoro che non sempre in Italia abbiamo, attenzione e curiosità. Il gruppo Suning ha umiltà e forza giuste per imparare a crescere e fare cose importanti. Il mio futuro? Saranno i risultati a decidere, quindi devo pensare solo a lavorare. Sono tutti preoccupati per il mio futuro, io invece sto benissimo. L’Inter me la sono meritata e mi sto giocando la chance nel migliore dei modi. L’Inter la prossima anti-Juve? Sì per tre motivi: le potenzialità della proprietà, il valore della squadra già adesso alto e che verrà integrato, e l’ambiente che abbiamo. Roma e Napoli hanno fatto cose eccezionali, ma manca una concorrente per giocarsi lo Scudetto punto per punto, può esserlo l’Inter. Giocatore simbolo? Uno solo non è sufficiente, ma per me è importante avere dei punti di riferimento. Mauro è uno di quelli. Non lo conoscevo, ho trovato una persona molto matura per l’età che ha. Può diventare anche più forte».
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