Rummenigge:”All’Inter anni belli, sento ancora gli ex compagni”

Rummenigge

Sulle pagine del “Corriere dello Sport” Walter Veltroni ha intervistato Karl Heinz Rummenigge, fuoriclasse tedesco degli anni ’80. L’ex attaccante ha parlato anche della sua esperienza all’Inter.

RICORDI FELICI – «Ricordo molto bene i miei anni all’Inter, perché mi hanno dato molto. Purtroppo in campo le cose non sono sempre andate tanto bene. Io volevo vincere a tutti i costi un campionato, uno scudetto, perché avevo capito che questo mancava a Milano da anni. Comunque è stata un’esperienza che mi ha aiutato molto nella vita. Anche adesso è viva in me. Ho ancora un contatto stretto con l’Italia, perché mi piacciono il modo di vivere, il modo di interpretare la vita, la cucina, la gente. Mi è piaciuto tutto del vostro paese e poi ho anche imparato molto».

BUONI ALLENATORI – «Mi sono trovato bene con tutti gli allenatori che ho avuto all’Inter (Corso, Castagner, Trapattoni) perché erano bravi tutti e tre, in un modo o nell’altro. Certamente Trapattoni era quello che aveva avuto più successo nel calcio. Alla fine conta molto, il successo. Castagner era molto umano, un personaggio molto dolce, simpatico e poi purtroppo è accaduto quello che è accaduto, ed è stato licenziato dopo un anno e mezzo».
ANCORA IN CONTATTO – «Ogni tanto sento ancora i miei ex compagni. Ho visto qualche settimana fa Liam Brady, eravamo i due stranieri in squadra, perché in quel periodo erano permessi solo quelli per ogni società. Eravamo noi due. Liam l’ho visto quando abbiamo giocato con l’Arsenal nella Champions League. Ogni tanto sento anche Spillo, che abita attualmente in Qatar. Con tutti è rimasto qualcosa. Anche con Zenga, che ogni tanto vedo a Milano. Erano proprio anni belli, divertenti, che mi hanno aiutato a capire molto di più il calcio e anche la vita».

BERGOMI GRAN MARCATORE – «Quello che mi ha marcato meglio? Nella finale del Mondiale ho giocato con Beppe Bergomi, che poi è stato mio compagno nell’Inter. Mi ha marcato molto bene e, sinceramente, prima della partita non immaginavo che un diciottenne potesse mettermi fuori partita. Io non stavo tanto bene ma non è una scusa, lui ha giocato bene. Un altro forte davvero era Claudio Gentile».

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