Samuel: “Milito mi voleva in Argentina, ma ho rifiutato”

Samuel

Intervistato dal magazine argentino “El Grafico”, Walter Samuel, pilastro dell’Inter di Mourinho e attuale collaboratore tecnico di Stefano Pioli, ha parlato del suo ritiro e del motivo per il quale non è tornato in Argentina

RITIRO CON SORPRESA – «Quando mi sono ritirato ero davvero emozionato, grazie anche al Basilea che mi ha fatto una sorpresa e ha invitato Burdisso, Emerson e Bergonzi, tre miei grandi amici che sono spuntati all’improvviso in campo. Mia moglie sapeva tutto, io non sapevo nulla, loro sono arrivati improvvisamente e mi è scesa qualche lacrima, una cosa che non mi è mai capitata. Avevo dolori ovunque, ma mi sono sentito sollevato per aver dato tutto, fino alla fine».

NIENTE ARGENTINA – «Perché non mi sono ritirato in Argentina? Milito voleva che andassi al Racing, ma io rifiutai. Gli unici club nei quali ho giocato in Argentina sono il Boca e il Newell’s, dove ho vinto e dove ho iniziato la mia carriera. Abbiamo avuto qualche contatto informale, ma poi non se n’è fatto nulla. Mi sarebbe piaciuto tornare alla Bombonera e giocare ancora qualche partita nel Boca, dove sono stato campione due volte. Sono un loro grande tifoso fin da bambino, ho ancora riviste e giornali a casa».

PROBLEMI FISICI – «Uno dei motivi per cui non sono tornato in Argentina è stato il mio fisico. Là il calcio è molto fisico e veloce, non so se sarei riuscito a sopportarlo. Se avessi dovuto tornare, avrei voluto farlo bene, perché al Boca non perdonano. Sinceramente avevo dei dubbi, perché mi sono operato ai legamenti delle ginocchia e non so che rendimento avrei potuto garantire»

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