Stefano Pioli ha provato a spiegare in conferenza stampa i motivi delle sue scelte soprattutto nel finale di partita, quando il Milan si è svegliato dal nulla e ha pareggiato da 2-0 a 2-2. L’allenatore dell’Inter se l’è presa con i giornalisti per un paio di domande e con Vincenzo Montella per i continui riferimenti agli avversari nelle sue interviste.
CAMBI PENSATI – «Io sono allenatore e tifoso dell’Inter, pensa quanto può pesarci non vincere una partita così. Non ci siamo riusciti perché non l’abbiamo chiusa, abbiamo provato a essere aggressivi all’inizio ma quando abbiamo capito che lasciare spazio ad attaccanti veloci come quelli del Milan poteva essere pericoloso abbiamo fatto una fase difensiva un po’ più di attesa, ma siamo ripartiti bene soprattutto nel primo tempo. Nel secondo abbiamo fatto un po’ meno ma abbiamo avuto occasioni per fare il terzo gol, le disattenzioni su palla inattiva sono state determinanti. So che i giudizi sarebbero stati diversi se non avessimo subito gol, ma prestazione molle non è stato così. È stata una scelta quella di non concedere troppo spazio dietro la nostra linea difensiva, abbiamo concesso poco a parte sulle palle inattive. Jonathan Biabiany poteva far gol e non l’ha fatto, quello è stato l’errore. Le responsabilità ci sono sempre nei risultati positivi e negativi e me le prendo sempre, con un pizzico di responsabilità la portavamo a casa. Dimissioni? Da fine partita ad adesso ho pensato a tante cose, soprattutto a come ridare carica da lunedì perché la nostra rincorsa è stata lunga e non è ancora conclusa, ci sono ancora possibilità. Probabilmente tre settimane fa siamo stati più brillanti dal punto di vista mentale, si vede ma è anche normale perché arrivano dai risultati, che purtroppo non sono arrivati. Non potevamo essere così spensierati come un mese fa ma la gestione è stata corretta, sono stati gli episodi che ci hanno impedito di vincere la partita e credo che sia giusto dire certe cose, ma dovete essere più obiettivi a capire che lo sviluppo della gara è stato logico e ci penalizza troppo per quello che abbiamo fatto negli altri novantacinque minuti».
MOLLATO ALL’ULTIMO – «Le partite vanno chiuse, in altre siamo andati sul 3-0, probabilmente facendolo anche oggi si parlerebbe di un’altra squadra rispetto alle valutazioni finali. Bastava poco, mancavano trenta secondi e dovevamo buttarla lontano, non ci siamo riusciti e siamo molto dispiaciuti e delusi. Non è il risultato che volevamo ma dobbiamo finire la nostra rincorsa fino all’ultimo secondo dell’ultima partita dando tutte le nostre energie. Ho deciso di far giocare Yuto Nagatomo perché ci servivano determinate caratteristiche sugli esterni, perché è un giocatore veloce e rapido che poteva chiudere sia su Gerard Deulofeu sia su Suso. È vero che non giocava da tanto tempo però non ha sbagliato nemmeno un secondo negli allenamenti in termini di disponibilità, aveva giocato due partite con la nazionale e mi sembrava il migliore per contrastare le qualità degli attaccanti del Milan, le prossime partite le valuterò. Credo che Vincenzo Montella parli troppo spesso degli avversari, è un bravo allenatore e deve continuare a far bene il proprio lavoro col Milan. Noi siamo l’Inter e abbiamo certi valori cioè vincere con qualità, correttezza e rispetto».
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