Biasin: “Inter, Rüdiger non l’unico. Éder ritenuto fondamentale” Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” Fabrizio Biasin approfondisce alcuni nomi accostati in questi giorni all’Inter, sia in entrata sia in uscita. Secondo il giornalista di “Libero”, a prescindere dall’eventuale riuscita delle trattative, i tifosi devono stare tranquilli ed evitare paragoni forzati con il Milan. SI CAMBIA IN BENE – “L’allarme rosso è risuonato e, francamente, non ha ragione di esiste re. In molti, troppi, non s

Biasin: “Inter, Rüdiger non l’unico. Éder ritenuto fondamentale” Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” Fabrizio Biasin approfondisce alcuni nomi accostati in questi giorni all’Inter, sia in entrata sia in uscita. Secondo il giornalista di “Libero”, a prescindere dall’eventuale riuscita delle trattative, i tifosi devono stare tranquilli ed evitare paragoni forzati con il Milan. SI CAMBIA IN BENE – “L’allarme rosso è risuonato e, francamente, non ha ragione di esistere. In molti, troppi, non si concentrano su quel che sta facendo il club nerazzurro, bensì su quel che non sta facendo rispetto al Milan. Se il vostro assunto è che due club della stessa città sono grandezze inversamente proporzionali (più lavora bene una, meno lavora bene l’altra), allora fermatevi qui: avete vinto. Se invece siete convinti che l’Inter sia un club autonomo, allora abbiate fede: i nerazzurri sanno quello che fanno. Il mercato non è una finale olimpica dei 100 metri, semmai somiglia più a un 3000 siepi: devi ovviamente correre come bestia, ma devi soprattutto utilizzare la tua strategia, che prescinde da quella degli altri. Ora, detto che la similitudine con i 3000 siepi è venuta una cagata, la situazione del club è assai più chiara di quel che possa sembrare. Certe cose sono state dette e ridette, ma c’è chi ancora non le ha assimilate, ergo, ribadiamo: 1) Entro il 30 giugno il club deve rientrare di trenta milioni. 2) Il problema con l’UEFA non dipende da Zhang Jindong, ma da chi c’era prima di lui. 3) Il giocatore incaricato per risolvere il problema non è per forza Ivan Perišić, ma sul croato ci sono due certezze: A) Ha mercato, un compratore, e può portare una grossa plusvalenza. B) Vuole lasciare Milano ed è stato molto chiaro a proposito. Altro possibile uscente è Geoffrey Kondogbia: in Ligue 1 continua ad avere pretendenti, ma in quel caso la plusvalenza sarebbe utopia. 4) Nel frattempo l’Inter lavora al mercato in entrata (non è vietato), ma senza fretta. A) Dalbert Henrique è affare caldissimo: l’intesa con il giocatore c’è, il Nizza fa resistenza sulle cifre ma è solo questione di tempo. B) Col PSG si è riparlato di Lucas Moura, ma chiacchiera non significa trattativa (e infatti non c’è trattativa). C) Antonio Rüdiger è uno dei centrali difensivi valutati dal club, ma assolutamente non l’unico. D) Federico Bernardeschi è fuori dai parametri dei nerazzurri: a oggi non esiste una trattativa. E) Éder Citadin Martins non andrà via: Luciano Spalletti e il club lo ritengono fondamentale per far capire agli altri cosa significhi spirito d’appartenenza”. ALLENATORE IN ARRIVO – “Per il resto c’è chi ragiona sulle prime parole di Spalletti, tecnico entrante. È stato bravo, diretto, chiaro, carismatico? Sì, lo è stato: conterà nulla, ma è meglio di niente. Quando ha parlato di primedonne ce l’aveva con Mauro Icardi o con la compagna chiapputa? No, ma è normale che venissero a galla quelli che ‘tra tecnico e capitano i rapporti saranno complicati, è certo’. Spalletti chiederà una tonnellata di giocatori o pochi ma buoni? La sensazione è che si procederà per la seconda strada, la più logica tra l’altro: tre, massimo quattro giocatori di prima fascia nella speranza che le delusioni 2016/2017 si riscattino. È tutto ciò deprimente? Solo e soltanto se pensate che comprare tutto sia la soluzione. Beh, spesso e volentieri non lo è”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2sv15Ge from Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/2sVD3BQ
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