Biasin: “Con Spalletti niente Limbo! Ecco le mosse Inter”

Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin – giornalista di “Libero” e tifoso nerazzurro -, nel consueto editoriale per il portale “Tutto Mercato Web”, fa un riepilogo sulle ultime novità di mercato, ma soprattutto esprime un pensiero importante sull’Inter che sarà (e soprattutto non sarà) con Spalletti

INUTILE ANSIA DA MERCATO – “Succedono cose, anche se non sembra. L’Inter tratta Borja Valero, ma sembra quasi non freghi niente a nessuno. Sono i paradossi del mercato: se un giocatore lo paghi dai 20 milioni in su allora ‘beh, buono questo!’, se invece ti costa 7 milioncini allora ‘mah, è bollitino…’. Come se nessuno avesse visto una partita della Fiorentina negli ultimi due anni. Il giocatore spagnolo è richiesta esplicita del nuovo allenatore Luciano Spalletti, Antonio Rudiger anche, ma non è l’unica opzione presa in considerazione dal club. Milan Skriniar? Un’altra possibilità, ma non alle cifre riportate qua e là (e con Gianluca Caprari di mezzo). Dalbert invece resta un obiettivo concreto, del genere che fino a ieri ‘mah, chi cazz è questo qui?’ e oggi ‘se ce lo facciamo fottere dalla Juventus siamo matti!’. E’ la normalità delle cose. L’Inter – intesa come chi ci lavora – è serena, molto di più rispetto a una parte di tifosi legittimamente preoccupati, forse anche troppo. La filastrocca del Fair Play Finanziario che ‘pretende’ 30 milioni entro il 30 giugno e poi permetterà ai nerazzurri di far partire il mercato in entrata la conoscete tutti”.

FIDUCIA A SPALLETTI – “Tocca fidarsi, soprattutto bisogna dar retta al tecnico che alla prima ad Appiano Gentile ha detto tante cose, forse più importanti di quelle legate al mercato. Il giorno della presentazione il signore di Certaldo non ci ha fatto capire quel che ‘sarà’, ma certamente quel che ‘non sarà’. Non sarà un’Inter di pelandroni, di mezzeseghe, di gente che ti guarda negli occhi e ti dice ‘boh, abbiamo mollato, ma non sappiamo perché’, non sarà l’asilo nido perché quello verrà abolito in partenza (‘chi non sposa il progetto deve andare via’), non sarà la squadra dell’allenatore-amico (‘non mi interessa essere amico dei giocatori’), delle leccate di culo, delle apparenze, dell’amore. Non sarà nient’altro che un’Inter divisa a metà tra l’Inferno di chi ci ha provato e non ce l’ha fatta (ma si potrà guardare allo specchio) e il Paradiso di chi finalmente è tornato ‘nella sua dimensione’. Nessuna alternativa e tanti cari saluti al Limbo del ‘boh, è andata male, eppure noi siamo bravini…’. Ecco, con Spalletti, scordatevi il maledetto Limbo“.

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