Crotone-Inter: vittoria sofferta, non rubata. Decisa a sinistra

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Arriva anche la quarta vittoria consecutiva per l’Inter, ancora a punteggio pieno e momentaneamente sola al comando della Serie A: nello 0-2 in casa del Crotone non brillano i nerazzurri, ma i gol di Skriniar e Perisic permettono di gioire ugualmente per i tre punti portati a Milano. Malissimo la fascia destra, la svolta arriva nel finale a sinistra

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Crotone: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Dalbert; Gagliardini, Borja Valero; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.

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MODULO – Non cambia assolutamente nulla Spalletti rispetto al 2-0 interno contro la SPAL: Inter in campo con il 4-2-3-1, tutto confermato, compresa la presenza di Borja Valero sulla linea mediana e Joao Mario sulla trequarti.

PRIMO TEMPO – Rispetto alle precedenti uscite, l’Inter appare lenta e imprecisa fin dalle prime battute. Poca densità in mezzo al campo e catene laterali inutilizzate, Icardi è completamente avulso dal gioco. Con il Crotone chiuso in difesa e bravo ad attaccare nelle prime fasi di gioco, quando l’intensità dell’Inter è bassa, l’unica speranza per costruire qualcosa è il contropiede, ma l’imprecisione di Joao Mario nega il vantaggio prima della mezz’ora. Il primo tempo termina 0-0: meglio il Crotone che l’Inter, nel complesso pochissima roba.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa l’Inter soffre tantissimo le ripartenze del Crotone, che domina a centrocampo. In difesa malissimo Miranda, spesso lento e in ritardo, infatti il rischio di andare in svantaggio è elevato, Handanovic salva tutto. Al 56′ primo cambio per l’Inter: fuori Gagliardini, dentro Vecino. Normale staffetta davanti alla difesa per dare maggior sostegno a Borja Valero, oggi poco ispirato. Continua a fare la partita il Crotone e Handanovic è costretto a salvare nuovamente il risultato, Inter disattenta dietro. Al 64′ secondo cambio per Spalletti: fuori Dalbert, dentro Nagatomo. Il giapponese va a fare il terzino sinistro dopo che i crampi hanno messo KO il brasiliano. Al 82′ l’Inter in vantaggio sugli sviluppi di un calcio di punizione conquistato da Nagatomo: nella mischia Skriniar di punta trova l’angolino basso in area di rigore. Al 85′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori D’Ambrosio, dentro Ranocchia. L’Inter chiude con il 3-4-2-1, l’italiano in mezzo guida la difesa a tre (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 92′ il gol di Perisic chiude la partita: velenoso diagonale ispirato dall’assist di uno Joao Mario trasformato nei minuti finali. Il secondo tempo termina 0-2: stesso risultato del successo casalinga contro la SPAL, nonostante un passo indietro dal punto di vista del gioco.

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PROTAGONISTA – Tra i giocatori di movimento a brillare non sono tanti (decisivo Handanovic), anzi, quasi nessuno, eppure c’è chi riesce ancora a stupire per la continuità di prestazione: Skriniar. Il centrale slovacco stavolta segna il gol decisivo, quello che apre e in un certo senso chiude la partita: senza la sua rete in mischia, la partita di Crotone si sarebbe prolungata fino alla fine sul risultato bloccato, 0-0. Invece l’Inter porta a casa altri tre punti grazie a Skriniar, che è l’unico a non crollare in difesa: attento fin da sùbito, nonostante gli altri tre quarti di difesa facciano di tutto per rendergli difficile la partita, riesce a gioire anche per il primo gol in Serie A. Imprescindibile.

COMMENTO – L’Inter ha giocato male? L’Inter ha sofferto? L’Inter non ha meritato la vittoria? Tutto vero, verissimo. L’Inter ha fatto un passo indietro dal punto di vista del gioco rispetto alle prime tre uscite stagionali, ma un (altro) passo in avanti in classifica: 4 vittorie su 4, 12 punti su 12. Questo significa primo posto, per ora. Spalletti non può essere soddisfatto appieno, ovvio, anche se conosce benissimo i limiti della sua squadra, quindi porta a casa questi tre punti e può preparare la trasferta infrasettimanale di Bologna guardando tutti dall’alto verso il basso. Un dettaglio importante: vincere immeritatamente non significa rubare, quindi ben vengano tre punti “brutti” e onore all’ottimo Crotone. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico-tattico, l’imbarazzo generatosi a destra con la catena D’Ambrosio-Candreva è difficile da commentare senza usare aggettivi negativi, mentre a sinistra è avvenuto l’imprevedibile: non bene Dalbert (e Perisic nella prima frazione), poi entra Nagatomo e… l’Inter vince, attaccando da sinistra. Traduzione: lo spirito di sacrificio di Nagatomo prende il sopravvento sulla sua componente tecnico-tattica non eccelsa e “risveglia” Perisic. Niente allarmismo su Dalbert: merita fiducia incondizionata, Nagatomo può continuare a fargli da “paracadute” a partita in corso. Se la fascia destra è tragicomica (Cancelo ancora infortunato, Karamoh appena arrivato), quella sinistra a breve potrebbe decollare: Perisic vola già, Dalbert prende tempo grazie a Nagatomo. E Spalletti lavora incessantemente sui suoi esterni.

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