Germinale: “Cresciuto all’Inter, ma chissà se con quel gol…”

Germinale

Domenico Germinale – ex attaccante dell’Inter, oggi in forza al Fano -, intervistato da Claudio Giambene per il sito di Gianluca Di Marzio, ricorda il suo passato nerazzurro ammettendo alcuni errori che l’hanno tenuto lontano dalla Serie A

DEBUTTO E GOL SFIORATO – Una sola presenza con la maglia dell’Inter per Domenico Germinale, che debuttò nel finale a Cagliari: «Lo scudetto 2006? Sì, vabbé, lasciamolo scritto che fa brodo (scherza, ndr)… Sfiorai anche un gol di testa su assist di Juan Sebastian Veron. Ogni tanto mi chiedo cosa sarebbe cambiato se quel pallone fosse entrato. Forse niente, perché la cosa più difficile è restare a quei livelli, mica arrivarci. Leonardo Bonucci, per esempio, era un giocatore tecnicamente normalissimo, ma mentalmente già ruggiva. E’ quella convinzione così ostinata che ti fa essere un calciatore di Serie A. Io invece lì ho perso il treno e quando inizi a scendere è dura risalire».

OCCASIONE BUTTATA IN NAZIONALE – «La fuga d’amore in Sardegna? Avevo male a un ginocchio e una ragazza a Caniggione. Roberto Mancini mi convocò per un’amichevole contro il Chiasso. Non potendo giocare, pensai che fosse inutile presentarsi al campo e volai da lei per qualche ora. Quando tornai dall’isola, Beppe Baresi, nostro responsabile del Settore Giovanile, mi disse che l’Europeo Under 20 lo avrebbe giocato un altro al mio posto. S’impara sempre dopo…».

ESPERIENZA AL SERVIZIO – «Alla mia età sono più lucido e mi rendo conto di aver buttato tanto tempo. Aver fatto le giovanili in un grande club mi ha dato disciplina e grandi obiettivi, ma quando sono sceso di categoria la mia testa è un po’ cambiata. Quando ero a Benevento mi presentai alle visite mediche in dritta, senza aver dormito. Giocavo poco e avevo atteggiamenti strafottenti. Andare a ballare mi è sempre piaciuto e ho fatte un po’ di cavolate. E le ho pagate. Io spesso mi faccio odiare dai miei compagni più giovani perché voglio il massimo dell’impegno. Alla loro età Marco Materazzi mi massacrava, ma io ho sempre preferito quelli che mi urlavano contro rispetto a chi mi dava finte pacche sulle spalle. Spero di poterli aiutare a crescere».

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