Ranocchia: “Zanetti un esempio! Inizi da trequartista? Sì, poi…”

Andrea Ranocchia Inter-Chievo

Andrea Ranocchia è il protagonista della puntata odierna di Drive Inter, trasmissione in onda su Inter TV: il difensore nerazzurro, che nelle ultime sfide di campionato ha egregiamente sostituito Joao Miranda al fianco di Milan Skriniar, racconta la sua quotidianità e i suoi esordi. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da “Calciomercato.com”

«Come mi chiamano i compagni? Mi chiamano Rana, Rano, Andrea quasi nessuno. In Inghilterra mi chiamavano Frog. Soprannomi dei miei compagni? Con Brozo e Mira ci chiamiamo ‘grande’, più o meno usiamo gli abbreviativi. Altri sport a parte il calcio? Faccio boxe come allenamento, solo per lavorare sull’equilibrio e la stabilità. La boxe mi piace perché ti fa sfogare, poi è utile perché lavora tutto il corpo. Chi sono i campioni del calcio oggi? Ce ne sono tanti, poi ci sono i talenti puri come Messi, al quale la natura ha dato tutto e lui l’ha sfruttato. Poi Ronaldo che ha creato qualcosa in più oltre a ciò che la natura gli ha dato. Chi arriva tra i professionisti comunque è uno che ha dato e sacrificato tanto, impegnandosi. Per me sono tutti campioni».

«Cosa faccio nel tempo libero? Cose normalissime, quelle che fanno la maggior parte delle persone. Dopo l’allenamento mi riposo, il mister ci fa lavorare tanto. Poi faccio boxe o vado in giro con mia moglie o a fare la spesa. È divertente fare la spesa, mi rilassa e non lo faccio con frenesia. Abbiamo tempo libero e ci godiamo la giornata. Molte persone devono andare sempre di fretta per questioni di lavoro, la fortuna di fare il calciatore è anche questa. Il mio rapporto con i social? Buono. Sono sempre stato riservato nella vita, però il mondo è cambiato tanto e bisogna adeguarsi. Non sono esagerato come i fashion blogger, ma un po’ devo far vedere quello che provo. Più o meno mostro la mia vita lavorativa, allenamenti, partite, quello che riguarda la squadra e si può far vedere. Con il contagocce qualcosa della mia vita privata».

«La mia ONLUS? Abbiamo da poco fatto donazioni per il 2017 alle varie associazioni. Abbiamo raccolto davvero tanto, abbiamo aiutato il Buzzi di Milano grazie alla Bobo Summer Cup con apparecchiature. Poi abbiamo aiutato due associazioni della mia terra. Insomma, stiamo variando. Abbiamo fatto una donazione al comune di Visso per rifare l’impianto sportivo dopo il terremoto. Abbiamo portato a termine i nostri obiettivi. È bello, ho visto tanta collaborazione dai miei compagni e dai miei avversari sul campo. Ho messo all’asta maglie, biglietti e altri oggetti».

«Se è vero che da ragazzino giocavo da trequartista? Sì, ho iniziato da punta, poi trequartista, centrocampista. Sono sempre stato offensivo, poi un anno a Perugia ci mancava un difensore centrale e il mister Montanelli mi ha chiesto di andare dietro finché non ne avessimo trovato un altro. Alla fine sono rimasto lì e sono contento. Il mio esordio in Serie A contro l’Inter? Ricordo a sprazzi, sono state emozioni fortissime. Vidi tante cose in poco tempo, non ci capisci tanto. Te ne rendi conto dopo. Abbiamo giocato contro l’Inter che poi avrebbe vinto il Triplete, ero un 20enne. Javier Zanetti? Abbiamo giocato insieme tanti anni e condiviso tante cose, anche quando non andava bene. Ma è stato un esempio da seguire sia nello spogliatoio che negli allenamenti. È stato importante nella mia carriera e non è da tutti giocare tanti anni con un giocatore del genere. Mi ha dato tanto e ha dato tanto a questi colori».

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