
Walter Zenga è stato intervistato da Inter TV dopo essere stato nominato il portiere della Hall of Fame dell’Inter. L’attuale allenatore del Crotone, ospite del Gala per i centodieci anni nerazzurro, ha ringraziato i tifosi per il riconoscimento e ha ricordato la sua carriera durata fino al 1994.
ORGOGLIO EVIDENTE – «È veramente il sogno di un bambino che si trasforma in realtà, partire da quando avevo pochi anni e arrivare a qui vuol dire che i sogni diventano realtà, vuol dire che chiunque può diventare un punto importante per la società che ama e che tifa. Io quando sono entrato per la prima volta a San Siro non mi ricordo se in porta c’era Lido Vieri o Ivano Bordon, volevo diventare il portiere dell’Inter. Era il mio sogno e per quattrocentosettantatré volte si è verificato, avrei voluto giocarne quattromila di partite ovviamente però il tempo è sempre una forbice importante, questo amore che mi hanno sempre tributato anche quando abbiamo giocato Inter-Crotone non ha prezzo. Ci sono giocatori che arrivano giovani da altri club e poi diventano interisti, io sono nato interista e il legame viscerale che c’è è quello che il tifoso idealizza per vedere realizzati i sogni che ha. Essere interista vuol dire tante cose, l’Inter è una cosa che ho dentro ed è pazzesco che a San Siro è come se avessi finito di giocare un anno fa. È difficile scindere ventidue anni di Inter fra giovanili e tutto, diventa difficile dire una partita, sono state quattrocentosettantatré e me le ricordo tutte una a una».
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