
Intervistato dalla “Gazzetta dello Sport”, la leggenda dell’Inter Lothar Matthaus, ha parlato della situazione attuale in casa nerazzurra alla luce della sfida contro il Napoli
LOTTA CHAMPIONS – «Da fuori è impossibile dare una spiegazione a quello che succede all’Inter. Con un nuovo allenatore solitamente serve tempo all’inizio, ma poi ci si assesta. Invece sta andando al contrario. E vedere quanti punti sono stati persi contro le piccole negli ultimi mesi mi innervosisce. Perché Spalletti è un grande allenatore. Forse sono i giocatori a non essere di un livello tale da stare al vertice. Però devono dimostrare di essere almeno da quarto posto. Per la Champions sarà una lotta tra l’Inter e le romane. La Roma mi sembra più forte, ma la Lazio non si può più considerare una sorpresa».
SVOLTA – «La Champions è fondamentale per i soldi, inutile girarci intorno. Si sta creando una frattura sempre maggiore tra i top club europei e gli altri. Con Serie A e Bundesliga che, a parte il Bayern, stanno perdendo i loro giocatori migliori perché in Premier e Liga ci sono più soldi. L’Inter ha tutto per farcela a tornare nell’Europa che conta, ma è ora che lo dimostri in campo. Una vittoria contro il Napoli rappresenterebbe la svolta».
NAPOLI E DERBY – «Faccio un grande tifo per l’Inter, ma credo che il Napoli sia più forte. Un 1-1 per l’Inter potrebbe essere comunque buono per tornare a credere in se stessi. La chiave per la vittoria è limitare Hamsik, Insigne e Mertens: tre fenomeni. E poi non avere paura, far capire loro che li vogliamo attaccare. Il derby rinviato? La partita con il Milan è sempre strana, ai miei tempi di derby ne ho vinti più che persi anche se il Milan sembrava la squadra più forte del mondo. A parte la classifica che ci premia, vedo Inter e Milan sullo stesso piano. Con buoni giocatori, anche se per arrivare in alto ce ne manca».
CHIAVE DI SVOLTA – «Vero che all’Inter manca un giocatore di personalità, ma credo che serva qualcosa di più. L’Inter è troppo dipendente da Icardi, tanto che quando lui si è infortunato ha perso tanti punti. Rafinha è un giocatore tecnico, ma la chiave rimane l’equilibrio generale tra i reparti. Quello che si è visto fino a inizio dicembre. A Spalletti la risposta a questo enigma. Il calo di Perisic? Non ha avuto una flessione solo lui. E non ditemi che si sta preservando per il Mondiale. Quando abbiamo vinto nel 1990 era perché tanti di noi giocavano in quello che era il campionato più difficile del mondo. Un calciatore poi non ha un pulsante che spegne e riaccende».
TIFOSI – «I tifosi hanno ragione a lamentarsi e fischiare. Sono diversi anni che riempiono d’affetto la squadra ma non gli torna indietro nulla… Se giochi nell’Inter devi sempre lottare. Qui c’è troppa tradizione per tirare indietro la gamba. In altre squadre con questi risultati i tifosi non andrebbero allo stadio. La proprietà cinese? È il nuovo mondo, comanda chi porta i soldi. Ben vengano i cinesi, anche se non hanno una storia calcistica e quindi dovrebbero affidarsi il più possibile a chi ha passato una vita in campo e con addosso la maglia nerazzurra. Penso a Zanetti, che purtroppo al momento è l’unico ex in società con una carica di peso. Oltre alla competenza, serve senso di appartenenza».
ZERO PRESSIONE – «Spalletti non metta troppa pressione sui giocatori, ma trovi un equilibrio tra la testa e le gambe. Anche se temo che il vero problema sia l’assenza di un leader, un trascinatore».
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