
Fabio Parisi – procuratore sportivo -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, non vuole sbilanciarsi sull’addio di Sabatini all’Inter, ma in un certo senso fa capire cosa potrebbe essere scattato in lui
SABATINI VA DI FRETTA – Anche Fabio Parisi fa intendere che il problema arriva dalla Cina ed è legato al modus operandi: «La motivazione ufficiale dell’addio di Walter Sabatini all’Inter non ha senso saperla: bisogna capire la motivazione, punto. Sabatini è un dirigente abituato ad agire: è un decisionista, viaggia a una velocità e si è trovato in un ambiente (Suning, ndr) che viaggia a una velocità dieci volte inferiore alla sua. Sabatini individua un giocatore, stabilisce il prezzo, chiude la trattativa, va dalla società e si aspetta che in un lasso di tempo – che non sono ventiquattr’ore, ma nemmeno venticinque giorni – gli dicano sì o no. Quando vai e torni dalla Cina, prendi tempo per tradurre i contratti, fai e dici… La tempistica nel mercato è la cosa fondamentale: se aspetti, le trattative non le chiudi».
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