
Sebastiano Vernazza nel suo editoriale sulla “Gazzetta dello Sport” analizza la situazione dell’Inter nella lotta al quarto posto. Spalletti ha creato un’Inter solida ed è stato bravo a riprenderla dopo i tre mesi di buio.
IN TRE PER DUE POSTI – Mai dire mai, però lo 0-0 nel derby sembra aver tagliato fuori il Milan dalla corsa alla qualificazione Champions. La squadra di Gattuso è rimasta a otto punti dall’Inter e dal quarto posto, ultimo piazzamento buono per entrare nell’Europa dei ricchi. Meno otto a otto giornate dalla fine: bisognerebbe vincere quasi sempre, impresa difficile. Juve e Napoli si giocano lo scudetto e si metteranno al collo i primi due pass per la prossima CL. Così rimangono tre squadre per due posti: Roma terza a 60 punti, Inter quarta a 59 e Lazio quinta a 57, dice oggi la classifica. Una milanese nella morsa delle due romane.
OCCASIONI BUTTATE – Certo che gli «spallettiani» hanno di che rammaricarsi. Prima di Natale hanno deciso di prendersi tre mesi sabbatici e durante il letargo hanno perso contro Udinese, Sassuolo e Genoa, pareggiato a Ferrara contro la Spal e in casa col Crotone. Tredici punti buttati via, sui quindici disponibili in cinque partite contro squadre di medio-basso livello. All’Inter sarebbe bastato portarne a casa sei-sette per essere ora terza a più 8 o più 9 sulla Lazio. Spalletti però è stato bravo a evitare la classica deriva interista di stagione, una costante degli ultimi anni. In qualche modo ha preso il gruppo per la collottola e l’ha riportato sulla retta via.
RIPRESA – L’Inter ha recuperato il passo dell’autunno perché ha strambato (virato) bene. Spalletti ha riposto nella scrivania il compasso di Borja Valero, utile all’inizio per definire geometrie e rimettere ordine. Il gioco corto del regista spagnolo è servito per rinsegnare l’alfabeto a una squadra che aveva smesso di leggere e scrivere. Quando la scrittura si è fatta noiosa, per nulla creativa, Spalletti si è affidato al pennello di Rafinha, uomo di variazioni sul tema e di giocate imprevedibili. La mutazione è riuscita senza perdere la durezza di fondo della prima parte di campionato: l’Inter vanta la terza miglior difesa della Serie A, ha preso un gol in più del Napoli e cinque in più della Juve, ma tre in meno della Roma e diciotto in meno della Lazio. Quest’ultimo dato, un piccolo abisso, potrebbe risultare decisivo, se mantenuto fino all’ultimo. Neppure nel suo momento peggiore, tra Natale e la fine di febbraio, l’Inter ha sbracato. Si è sempre avvertita una solidità di base, tranne che a Marassi contro il Genoa, serata in cui lo sbandamento era visibile a occhio nudo.
CALENDARIO DIFFICILE – L’Inter è rientrata in sé, ma nell’immediato il calendario le è nemico. Spalletti ha davanti a sé due trasferte difficili, domani a Torino contro il Toro e sabato 14 a Bergamo contro l’Atalanta. Saranno viaggi con sovraccarichi emozionali. Walter Mazzarri e Gian Piero Gasperini l’Inter l’hanno allenata e con l’Inter si sono lasciati male, per ragioni più o meno uguali, di incompatibilità ambientale. Due partite determinanti, per la classifica e per testare la ritrovata affidabilità nerazzurra. Dell’Inter, questo lo sanno tutti, non ci si può mai fidare a scatola chiusa.
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